Rete irrigua, via alla progettazione
L’opera, che servirà l’intero Fucino, dovrebbe entrare in funzione entro il 2023
AVEZZANO. Il sogno dell’impianto irriguo nella fertilissima piana del Fucino, inseguito da qualche decennio, sta per prendere forma: martedì, alle 14, infatti, scade il bando dell’Arap per l’affidamento della progettazione definitiva ed esecutiva, per la realizzazione dell’attesa “rete irrigua in pressione per l’intera piana del Fucino”. L’opera irrigua da 50 milioni di euro targata Masterplan, (la prima delibera risale a febbraio 2014), dovrebbe diventare realtà entro la fine del 2023; il crono-programma dell’Agenzia regionale per le attività produttive, infatti, fissa 4 mesi per la redazione del progetto finale –piano di sicurezza compreso – e 910 giorni per la direzione esecutiva dei lavori, più naturalmente i tempi per la gara d’appalto dell'impianto in pressione. «La lunga corsa verso l’impianto irriguo nella piana del Fucino, un’opera strategica per un settore vitale per l’economia e il lavoro nella Marsica», commenta il presidente di Confagricoltura, Fabrizio Lobene, «si avvicina al sospirato traguardo. Il passaggio alla progettazione definitiva ed esecutiva propedeutico all’appalto dell’opera delinea un futuro senza emergenze siccità per il comparto agricolo con forti benefìci anche in termini idrogeologici per il territorio marsicano». Mercoledì prossimo alle 10, l’Agenzia regionale per le attività produttive avvierà le operazioni per l’assegnazione dell’incarico di progettazione, coordinamento e direzione operativa (1 milione 360mila euro) che sarà aggiudicato all’offerta economicamente più vantaggiosa. La corsa, comunque, è ancora aperta fino a martedì alle 14. Le domande vanno inviate a: Piattaforma di e-procurement Sintel www.ariaspa.it. L’impianto irriguo nella piana fucense rappresenta un passo in avanti fondamentale per spingere il comparto agricolo nel terzo millennio, ma per completare l’opera «mancano i punti di accumulo di acqua per evitare l’emungimento dalla falda idrica sotterranea in estate. La speranza», riprende il presidente di Confagricoltura, «è che l’autorità di distretto tenga fede alla vecchia promessa di reperire altri finanziamenti per la realizzazione di un’area di accumulo dell’acqua. Il punto di raccolta sarebbe la ciliegina sulla torta per completare un’opera destinata ad avere un impatto fondamentale per il territorio fucense: l’acqua accumulata nella stagione invernale alimenterebbe l’impianto irriguo d’estate salvaguardando così le falde acquifere». (m.s.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

