Reti colabrodo e costi alle stelle Al Cam va in scena la protesta

30 Marzo 2022

All’assemblea cittadini infuriati. Di Bastiano: «Il Consorzio ha bisogno di un deciso cambio di rotta» Berardinetti: «Crediti e recupero del sommerso inferiori alle previsioni, così concordato difficile»  

AVEZZANO. Un quadro quello sulla situazione del Consorzio acquedottistico marsicano che poco induce all’ottimismo, quello emerso dall’assemblea dei soci che ha visto riunirsi cittadini infuriati ai quali sono state recapitate bollette stratosferiche. Con loro l’Adoc Abruzzo presieduta da Monica Di Cola, che ha promosso un incontro di tutte le associazioni dei consumatori con i dirigenti del Cam per protestare contro questa tegola abbattutasi sulle famiglie già provate dai rincari del gas e della luce, e il Centro giuridico del cittadino fondato da Augusto Di Bastiano, che rimprovera al Cam di non avere adottato per tempo misure per migliorare la rete idrica, ridotta a un colabrodo, e per abbassare i costi energetici. E ancora, i Comuni soci del Cam che, su iniziativa di Lorenzo Berardinetti, sindaco di Sante Marie e presidente dei Comuni montani, hanno promosso l’incontro con la partecipazione dei commissari liquidatori (il Cam dal 2018 è stato ammesso alla procedura di concordato preventivo con continuità aziendale), per fare il punto della situazione.
CONCORDATO
«I commissari», spiega il sindaco Berardinetti, «hanno rilevato che dalle relazioni trimestrali della società non si ravvisano elementi tali da pregiudicare la fattibilità del piano, pur sussistendo segnali di criticità nel raggiungimento degli obiettivi economici della gestione economica. L’incasso dei crediti esistenti e il recupero del sommerso sono però inferiori alle previsioni. L’equilibrio finanziario è minacciato dal forte incremento del prezzo dell’energia. Considerata la presenza di un saldo di cassa inferiore rispetto a quello previsto nel piano, la società ha difficoltà nell’adempimento degli obblighi contenuti nella proposta di concordato. I commissari», prosegue Berardinetti, «qualora accertino inadempienze di non scarsa importanza degli obblighi concordatari, lo comunicano al giudice e a tutti i creditori che potranno chiedere e ottenere dal tribunale la risoluzione del concordato».
CREDITORI
«A questo, però», aggiunge fiducioso Berardinetti, «non ci arriveremo. La maggior parte dei creditori è costituita infatti dai Comuni, che del Cam sono soci. Nel frattempo però non ce ne stiamo con le mani in mano. A breve ci sarà un incontro di tutti e 6 i gestori del servizio idrico integrato d’Abruzzo per chiedere alla Regione di venirci incontro con sgravi fiscali o contributi per superare le difficoltà in cui ci troviamo. La nostra spina nel fianco è il costo energetico, che per il Cam dal 2019 al 2021 è passato da 7 a 22 milioni».
CAMBIO DI ROTTA
«Per il Cam», suggerisce Augusto Di Bastano, «serve un netto cambiamento di rotta. Il Consorzio ha innanzitutto bisogno di una forte ricapitalizzazione che, insieme agli investimenti pubblici, consenta interventi strutturali sulle reti e sul sistema di depurazione, che è spesso obsoleto, carente, se non del tutto inesistente. Bisognerà allora uscire dalla nostra mentalità localistica e isolazionistica per individuare partner industriali, preferibilmente pubblici, capaci di consentire strategie di aggregazione e sviluppo. Le forti perdite gestionali del Cam sono dovute soprattutto all’acquisto di energia per pompare l'acqua dai pozzi. Questa criticità impone una seria riflessione sull’incapacità che abbiamo avuto in Abruzzo di avere una strategia nell’acquisizione in autonomia di energia produttiva da fonti rinnovabili. Si tratterà dunque», conclude Di Bastano, «di recuperare questo gap storico. E sorprende che nella nostra Regione e nella Marsica il servizio pubblico non abbia mai investito nella ricerca e produzione di energia pulita».
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