Reti in metallo e più luci per ricreare la struttura
AVEZZANO. Il progetto per riportare in vista la collegiata di San Bartolomeo, rasa al suolo dal terremoto del 13 gennaio 1915, era stato presentato due anni fa dallo studio di architettura di Aldo...
AVEZZANO. Il progetto per riportare in vista la collegiata di San Bartolomeo, rasa al suolo dal terremoto del 13 gennaio 1915, era stato presentato due anni fa dallo studio di architettura di Aldo Cianfarani e prevede la riproduzione della facciata e del campanile attraverso un affascinante sistema di reti metalliche, generatrici di masse permeabili visivamente ed evocatrici di antiche forme. Si tratta di un metodo applicato nel sito archeologico di Siponto, nel comune di Manfredonia (provincia di Foggia), per riportare in auge la basilica di Santa Maria Maggiore.
«Oggi la nostra città», ha spiegato Cianfarani in occasione della presentazione nel 2021, «ha necessità di uscire da quella “damnatio memoriae” dei tempi del sisma che ha caratterizzato l’atteggiamento dei nostri nonni nel non voler ricordare. Ciò ha causato la cancellazione del senso di appartenenza, delle proprie radici e di tanta cultura a cui è seguito il triste destino di quella che fu l’area dell’antica Collegiata di San Bartolomeo che, da circa un secolo, è in totale abbandono sei si eccettua l’intervento ivi realizzato per iniziativa del Comitato per il Cinquantenario nel 1965 e gli scavi archeologici recenti. È proprio lì, ora, che va ripensato un luogo che sia “memoriale” e quindi ri-attualizzazione di un brano di città fruibile e vitale ancora oggi, andando a ricostituire un’immagine architettonica, con materiali e tecniche contemporanee, di quella che fu la facciata della chiesa di San Bartolomeo». (l.p.)
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