Rettorato in centro, trasloco finito

La rettrice Inverardi annuncia: in settimana trasferiremo gli uffici
L’AQUILA. Gli scatoloni stracolmi riempiono i lunghi corridoi e le alte stanze di Palazzo Camponeschi. Il trasloco è quasi terminato: si aspetta solo di risolvere un guasto della rete internet, poi il rettorato dell’Ateneo aquilano, a nove anni dal terremoto, tornerà definitivamente in centro storico.
TRASLOCO. «Entro la settimana ci trasferiremo. Tutte le prossime riunioni sono state programmate nella nuova sede», assicura la rettrice Paola Inverardi, che commenta: «Siamo emozionati e felici, anche se sappiamo di andare incontro a qualche difficoltà logistica. È un passo importante, dal quale non si torna indietro». Presto si terrà anche una cerimonia ufficiale per il rientro, che certo rappresenta un tassello fondamentale nella rinascita del centro storico.
CIAVOLI-CORTELLI. Bisognerà aspettare, invece, ancora qualche mese per vedere le luci accese all’interno di Palazzo Ciavoli-Cortelli, che si affaccia su piazza San Pietro, nel cuore terremotato della città. Questa sarà la sede dell’Ufficio relazioni internazionali dell’Ateneo, ma problemi di viabilità hanno ritardato l’apertura. «In ogni caso speriamo che le tempistiche siano brevi anche per questa sede», continua Inverardi. «Siamo fiduciosi che la situazione si sblocchi a breve». Non tutta l’amministrazione dell’Università, infatti, potrà tornare a Palazzo Camponeschi. Per questo si è deciso di utilizzare allo scopo anche lo storico palazzo Ciavoli-Cortelli. Già all’inizio del 2016 erano stati riconsegnati i lavori di ricostruzione post-sisma, per un importo di 5 milioni di euro e una durata di due anni. «Attualmente per raggiungerlo bisogna attraversare la zona rossa e fare un giro piuttosto lungo», dice la rettrice. «Per questo abbiamo deciso di aspettare a rientrare». Il palazzo lungo via Roma prima del sisma ospitava il Dipartimento di Storia.
SHARPER. La promessa fatta qualche tempo fa, di far tornare il Rettorato in centro per la Notte europea dei ricercatori, che si è svolta lo scorso 28 settembre, è slittata solo di qualche giorno.
CAMPONESCHI. D’altra parte questa è per l’Ateneo una data simbolica, non solo per l’importanza della manifestazione Sharper, ma anche perché proprio durante lo stesso appuntamento, l’anno scorso, Palazzo Camponeschi è stato aperto per la prima volta al pubblico in seguito ai restauri. Il terremoto aveva causato gravi lesioni alle strutture portanti della sede quattrocentesca del Collegio dei Gesuiti. La fine dei lavori era prevista per il 2016, ma una serie di difficoltà nell’affidamento delle opere ha ritardato il recupero dell’edificio storico. Recupero che è costato in totale 15 milioni di euro.
RITARDI. Il tempo di esecuzione delle opere era stato definito in 475 giorni. I lavori sono cominciati effettivamente a fine 2014 e poi si sono fermati a causa di un ricorso. Nell’ultimo anno è stato necessario risolvere le pratiche per il rientro: l’allaccio del gas e i collaudi in primis. Adesso, tutto o quasi sembra risolto. «Del problema di rete per quanto riguarda Internet si sta occupando il Provveditorato alle opere pubbliche, che ha curato i lavori», conclude la rettrice dell’Università dell’Aquila, «ma ormai è questione di giorni. E finalmente l’Università potrà riavere una sua sede in centro».
COMMERCIO. Una sede auspicata soprattutto dai commercianti, che stanno chiedendo da tempo all’amministrazione comunale proprio questo: il rientro nel centro storico degli uffici pubblici, banche e comunque attività che possano attrarre gente all’interno delle mura storiche.
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