Riallaccio utenze, 4 mesi dalla data della domanda

24 Maggio 2016

Lo ha stabilito la giunta per far fronte ai ritardi nella fornitura dei servizi La multa per le aziende sarà di 500 euro per ogni giorno di «sforamento»

L’AQUILA. Quattro mesi di tempo, a partire dalla domanda di amministratori di condominio, presidenti o commissari dei consorzi obbligatori, per riallacciare le utenze. In caso contrario, una multa di 500 euro per ogni giorno di ritardo. Il Comune dell’Aquila passa alle maniere forti, dopo le segnalazioni da parte di numerosi cittadini che non riescono a rientrare nelle abitazioni a causa dei tempi dilatati con i quali gli enti che gestiscono i servizi di acqua, luce e gas, provvedono alla riattivazione delle utenze. Con un atto di giunta dello scorso 17 maggio l’amministrazione dà l’aut aut anche ad amministratori e presidenti; se gli eventuali ritardi dovessero dipendere da loro è prevista una decurtazione del 2 per cento del compenso loro spettante, per ogni mese di inutile attesa. A vigilare sarà un nucleo speciale costituito in seno al comando di polizia municipale, che avrà il compito di scovare i “ritardatari” e di applicare le sanzioni conseguenti. Per ora si tratta di un atto di indirizzo, da parte dell’esecutivo comunale, che ha incaricato i vigili urbani di emettere un avviso pubblico attraverso il quale ricordare a presidenti e commissari di consorzi di inoltrare la richiesta di allaccio anche al Comune, in maniera tale da poter disporre controlli incrociati. Non avere la possibilità di tornare a casa, dopo che questa è stata ricostruita, non rappresenta solo un disagio per i cittadini, che in qualche caso sono anche chiamati a versare canoni di affitto al Comune perché continuano a occupare gli alloggi del Progetto Case ben oltre i termini preventivati. A subire pesanti contraccolpi, sempre dal punto di vista economico, è lo stesso ente locale, che non può contare sulle tasse locali per il patrimonio edilizio non rioccupato. E con i chiari di luna registrati in bilancio, certamente questo è un lusso che il Comune non può permettersi, visto che non può iscrivere a ruolo i fabbricati e chiedere il versamento di Imu e Tari. Il provvedimento del Comune muove i passi dal decreto legislativo 78 del 2015, che detta tempi e modalità per la concessione dei contributi: «Quattro mesi prima della data presunta della fine dei lavori, l’amministratore, il presidente o il commissario presenta domanda di allaccio».

È lo stesso decreto legislativo a prevedere la sanzione, finora mai applicata. Per questo il Comune ha ritenuto «di formulare un indirizzo agli uffici preposti per il rispetto dei termini da parte dei soggetti gestori di servizi pubblici, con l’applicazione delle relative sanzioni di legge in presenza di inadempimenti». (a.b.)

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