Riapre il Teatro San Filippo Mancano solo le poltrone

Ordinate 255 sedie, in dirittura d’arrivo la restituzione della chiesa del 1600
L’AQUILA. Tornerà a essere fruibile nei prossimi mesi, probabilmente già a fine anno, la chiesa di San Filippo Neri, meglio conosciuta dagli aquilani come sede del teatro L’Uovo. È stata pubblicata ieri mattina, infatti, la determina del Segretariato regionale ai beni culturali per l’acquisto di 255 sedute: l’ultimo passo prima della definitiva riapertura del teatro.
pronta da anni
«La struttura è pronta da anni», come spiega il direttore dei lavori, Antonio Di Stefano. «Purtroppo un intoppo di tipo tecnico ha ritardato la riconsegna alla città. Ma adesso c’è davvero tutto: una volta che verranno installate le poltrone potremo riaprire i battenti». Un momento molto atteso, soprattutto in considerazione dell’attuale carenza di spazi teatrali in città. Grazie a un accordo tra il Fondo edifici di culto (Fec), proprietario della chiesa, e il Comune, che gestirà lo spazio, il San Filippo potrà infatti essere utilizzato anche per i futuri spettacoli del Teatro stabile.
IL PALCO MOBILE
«Grazie a una struttura mutuata dalle navi da crociera», spiega Di Stefano, «siamo riusciti a montare un palcoscenico mobile che permetterà di godere della bellezza della chiesa, quando non sarà utilizzata per gli spettacoli». Sarà possibile vedere, dunque, la struttura come pochissimi la ricordano: il trionfo di stucchi, affreschi, legni dorati, appartenuto all’antica chiesa di San Filippo Neri è stato nascosto per decenni dall’apparato scenico che ha permesso la trasformazione dell’edificio in teatro, nel 1987. Un apparato decorativo tra i più belli d’Abruzzo, tornato alla luce proprio grazie ai lavori di ristrutturazione. Il nuovo palcoscenico, oltre a non coprire, in maniera permanente, la vista dell’altare maggiore e delle altre parti del transetto, permetterà di ospitare diversi tipi di eventi: non solo spettacoli teatrali, ma anche concerti e convegni.
IL BAROCCO AQUILANO
L’edificio, dalla forte connotazione barocca, fu costruito tra il 1637 e il 1651 dai padri Filippini. Dopo l’editto del 1862 che sciolse l’ordine monastico, fu adibito a deposito militare, dogana e spazio usato per esposizioni e mostre, fino a divenire un teatro.
I LAVORI
Il terremoto del 2009 causò molti danni, tra cui il distacco della facciata esterna. È stata infatti consolidata la cupola e riagganciata la facciata all’edificio. Si è proceduto, inoltre, anche a un irrobustimento strutturale di tutte le murature. Questa tranche di opere è stata finanziata dal Cipe con 2 milioni e 200.000 euro. Al restauro degli apparati decorativi, che fanno del San Filippo una delle sperimentazioni spaziali più caratteristiche dell’area aquilana seicentesca e uno spazio barocco unico nel capoluogo abruzzese, è stata destinata invece la donazione di un milione e 200mila euro della Sugar Music e di Macu edizioni. Una somma ottenuta grazie alla vendita del cd “Domani” realizzato da oltre 50 dei più importanti artisti musicali italiani, subito dopo il sisma del 2009.
LE SCOPERTE
Durante i lavori sono tornate alla luce le volte della chiesa prima completamente nascoste e quattro pennacchi, i cui affreschi erano coperti da scialbi (mani di ripittura successive). Sulle volte sono emersi cassettoni dipinti con al centro delle rose che sembrano in rilievo. La decorazione probabilmente risale al Settecento. Nei quattro pennacchi erano invece affrescati quattro evangelisti, di cui uno è andato perduto. Sono state inoltre recuperate le statue agli angoli del presbiterio: i sei strati di ridipintura non permettevano di godere di tutti i particolari emersi. Sono ora visibili anche dei bassorilievi sopra ai coretti del transetto, completamente dorati. Sull’altare, invece, sotto diversi strati, è emerso un affresco molto antico che doveva decorare una parete antecedente. Sono state create delle asole sulla parete per rendere evidente il proseguimento dell’affresco oltre la pala d’altare. Notevoli anche gli affreschi delle cappelle laterali (in una delle quali sono seppelliti due alti dignitari del Regno di Spagna morti all’Aquila durante il dominio della potenza iberica).
LE 255 SEDUTE
Con la deliberazione di ieri è stato stabilito di acquisire i preventivi per “l’affidamento della fornitura e posa in opera di 255 sedute per l’arredo del teatro, oltre riserve e relativi accessori”, come previsto dal progetto approvato. Si tratta in particolare di 217 poltrone più una di riserva e di 38 sedie pieghevoli e 2 di riserva. “L’affidamento diretto avrà luogo a seguito del confronto di 4 preventivi sulla base della convenienza economica per l’amministrazione”, specifica la delibera, che prevede un impegno minimo di 100mila euro. «Le poltrone saranno di colore rosso? Probabilmente sì», dice il direttore dei lavori, «ma questo ancora dobbiamo deciderlo».
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