«Riaprire il carcere per minori»

31 Gennaio 2023

Vertice in tribunale con i senatori Sigismondi e Liris. Appello anche dalla Cgil

L’AQUILA. La carenza di personale e la mancanza di spazi denl palazzo di giustizia, ma anche e soprattutto il carcere minorile ancora chiuso: sono queste le principali criticità di cui si è parlato ieri in un vertice tra i senatori di Fratelli d’Italia Etelwardo Sigismondi e Guido Liris e la presidente del tribunale Cecilia Angrisano, il procuratore per il tribunale dei minori David Mancini e la giudice minorile Cristina Tettamanti. «Nel corso della visita istituzionale abbiamo individuato le difficoltà nella gestione della sicurezza nel tribunale, per l’assenza di una sala preposta ai controlli di rito ed aree per l’attesa dell’utenza», hanno spiegato i due senatori, ricordando che «esiste già una ipotesi progettuale di ampliamento ferma oramai da anni». Poi ancora: «È stata anche occasione per affrontare la questione dell’ex istituto penitenziario minorile, struttura adiacente al tribunale, dismesso dal 2009 e mai più riaperto nonostante la ristrutturazione post-sisma. L’urgenza della riapertura dell’istituto si misura anche con l’aumento costante della criminalità minorile e su tutta la materia trattata quest’oggi siamo già al lavoro per predisporre un dossier da sottoporre al ministro».
Sull’edificio chiuso sono intervenuti ieri anche i rappresentanti provinciali della Cgil e della Fp-Cgil Francesco Marrelli e Giuseppe Merola: «In occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario nella la Corte d’Appello dell’Aquila, la presidente Fabrizia Ida Francabandera ha richiamato la necessità di rivalutare la riapertura dell’ex istituto penale per minorenni. Apprezziamo il suo sensibile interessamento».
E ancora i due sindacalisti: «La nostra storica vertenza merita una giusta riflessione politico-istituzionale, affinché venga restituita la struttura al dipartimento Giustizia minorile e di comunità e si possano così adeguare i servizi centro Prima accoglienza (che ospita minori in stato di arresto) e ufficio Servizio sociale per Minorenni, visto che attualmente i lavoratori che insistono in queste strutture, versano in uno stato evidente di precarietà, in considerazione delle attuali limitazioni logistiche. Siamo fiduciosi in un cambio di passo, così tanto atteso». (l.t.)