Ricercatori si ritrovano sul Gran Sasso
L’AQUILA. Numerosi ricercatori provenienti da tutto il mondo ieri mattina hanno visitato la Stazione Lter del Gran Sasso d’Italia gestita dal Corpo forestale dello Stato. I rappresentanti di 30 Reti...
L’AQUILA. Numerosi ricercatori provenienti da tutto il mondo ieri mattina hanno visitato la Stazione Lter del Gran Sasso d’Italia gestita dal Corpo forestale dello Stato. I rappresentanti di 30 Reti nazionali di ricerca ecologica a lungo termine dei cinque continenti, da tutta l’Europa, dalla Cina, dal Giappone, dall’Africa, dal Nord e Sud-America, dal Medioriente e dall’Australia, al termine del meeting internazionale della Rete Lter che per la prima volta si è tenuto in Italia, sono saliti fino ai 2.300 metri di quota della stazione di ricerca di monte Portella, dove gli ecologi del Corpo forestale dello Stato hanno illustrato le ricerche in corso.
Il coordinatore della Rete mondiale I-Lter, l’austriaco Michael Mirtl, nell’esprimere il suo apprezzamento per i risultati ottenuti nella Stazione di ricerca del Gran Sasso, ha dichiarato: «La Stazione Lter del Gran Sasso, con la sua quota così elevata e la sua posizione al centro del massiccio montuoso più importante della catena appenninica, è una risorsa unica e preziosa nel panorama mondiale, poiché consente di comprendere i processi ecologici in corso negli ecosistemi di alta quota, particolarmente fragili ed esposti alle nefaste conseguenze dei cambiamenti climatici in corso. Il mantenimento di questi habitat in condizioni di buona conservazione è pre-condizione per il successo di queste ricerche, che possono svolgersi con buoni risultati soltanto in aree protette a livello nazionale ed internazionale». La Stazione di ricerca ecologica a lungo termine del Gran Sasso d’Italia, con i sui 2.200-2.300 metri di quota, è infatti una delle più elevate d’Italia.

