Ricercatrice muore a 32 anni

19 Luglio 2015

Collelongo piange la scomparsa di Michela Ranalli. Gli amici: «Fino all’ultimo ci ha regalato sorrisi»

COLLELONGO. Dava forza a tutti, anche nei momenti di difficoltà, e fino alla fine ha lottato per vincere la sua battaglia. Michela Ranalli, 32 anni, alla fine non ce l’ha fatta e si è spenta in una clinica di Grottaferrata (Roma) dove era andata per accertamenti. Forte, giocosa, sempre disponibile a darsi da fare per il prossimo e per il paese. Laureata in biologia con il massimo dei voti, aveva iniziato la sua carriera di ricercatrice. Si divideva tra gli studi e le tante attività che organizzava a Collelongo insieme agli amici. Appena poteva si dava da fare per mettere su tornei di pallavolo e altri eventi che potessero animare il paese e la comunità a cui era tanto legata. Cinque mesi fa, dopo aver accusato dei dolori al fegato, è andata in ospedale e ha scoperto di avere un carcinoma. Da lì ha iniziato la sua battaglia, alternandosi tra l’ospedale di Tor Vergata e la sua amata Collelongo.

«Era una ragazza che dava la carica a tutti e metteva tutta se stessa in qualsiasi cosa faceva», ha raccontato Rocco Venettacci, consigliere comunale, «era sempre attenta, nonostante la malattia, a quello che accadeva in paese e diceva a tutti che appena vinceva questa battaglia sarebbe tornata a darsi da fare per organizzare delle attività in paese».

Michela nelle ultime settimane incoraggiava tutti, il padre Camillo, la madre Angela e la sorella Gina che a settembre dovrà sposarsi. A lei chiedeva di andare avanti con i preparativi e di non rinunciare a nulla. «Ci mancherà tantissimo la tua presenza», hanno spiegato i ragazzi dell’associazione Niiir staff, «ma sentiremo vivo e sempre con noi il tuo supporto, la tua energia e il tuo entusiasmo. Tutto ciò che faremo lo faremo anche per te».

Domani, alle 16, nella chiesa parrocchiale di Collelongo si svolgeranno i funerali. «Michela era una ragazza dal cuore immenso», ha ricordato l’amico Rocco Mancini, che la conosceva fin da quando erano piccoli, «lei è riuscita a rubarci un sorriso anche nel momento più difficile e drammatico della sua breve esistenza».

Eleonora Beradinetti

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