Riconosce in aula gli spacciatori di droga

22 Ottobre 2019

Giovane testimone conferma le accuse ai tre pusher che a piazza Torlonia vendevano cocaina e hascisc anche a minorenni

AVEZZANO. Li ha riconosciuto e ha confermato che erano stati loro a vendergli la droga in pieno giorno in piazza Torlonia ad Avezzano. Nel corso del processo a carico di tre persone, accusate di spacciare droga anche ai minorenni, è stato ascoltato ieri mattina davanti al tribunale di Avezzano uno dei testimoni dell’accusa. Si tratta di uno dei tanti giovanissimi che acquistavano sostanze stupefacenti in centro ad Avezzano.
Il processo è a carico della banda criminale che secondo l’accusa aveva avviato un fiorente traffico di cocaina e hascisc tra i giardini di piazza Torlonia. Sotto accusa Mohammed Daleki, 41 anni, marocchino, Allal Hammoudi, 57 anni, marocchino e Gabriel Cosmin, romeno di 22 anni. Il primo di loro era stato riconosciuto e bloccato lo scorso aprile dai militari della compagnia dei carabinieri di Parma dopo una fuga. Il 41enne si trova rinchiuso nel carcere di Avezzano. L’uomo era sfuggito alla cattura dopo il provvedimento di custodia che aveva colpito due suoi presunti complici. In un centro permanente di accoglienza per migranti, a Bari, era stato rintracciato Hammoudi, menter il 22enne era finito subito agli arresti domiciliari ad Avezzano. I tre sono accusati di spaccio in concorso. Nell’ambito dell’attività investigativa, avviata dopo l’arresto in flagranza, erano stati sorpresi nel gennaio dello scorso anno a San Pelino con circa 800 grammi di hascisc. Successivamente erano state avviate delle indagini e i carabinieri della compagnia di Avezzano avevano raccolto elementi probatori nei confronti di Hammoudi, Cosmin e Daleki.
I militari dell’Arma avevano iniziato le indagini da alcuni episodi di spaccio arrivando a una lunga serie di controlli e pedinamenti che hanno consentito di identificare altri soggetti, coinvolti a vario titolo nell’attività di spaccio nei confronti di giovani della Marsica. L’attività illecita ha fatto registrare circa 400 cessioni per un valore di 10mila euro. Gli ordini avvenivano al telefono e i luoghi di incontro per le cessioni venivano concordati di volta in volta. Attraverso il passaparola i tre avevano diffuso tra i giovani tossicodipendenti della Marsica alcune utenze telefoniche, contattando le quali potevano essere fatte richieste di ordinativi di sostanze stupefacenti che venivano subito dopo soddisfatte. Gli investigatori hanno ricostruito il modo di operare del gruppo ed è stato così delineato un vero e proprio sistema di just drug in cui, di volta in volta, pusher e acquirente concordavano telefonicamente i luoghi di incontro per le cessioni della droga, secondo uno schema preciso, definito dallo stesso giudice per le indagini preliminari «continuativo e professionale». Gli accusati sono difesi dagli avvocati Mario Del Pretaro e Luca Motta.
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