Riconteggio schede, oggi il verdetto

I giudici potrebbero ribaltare gli equilibri in consiglio comunale o respingere il ricorso delle opposizioni di centrosinistra
L’AQUILA. Questa mattina si conoscerà la decisione del Tar sul ricorso presentato da alcuni candidati del centrosinistra finalizzato all’attribuzione della maggioranza dei seggi nel consiglio comunale del capoluogo. Ieri i magistrati, dopo un’udienza “flash”, nella quale le parti hanno ribadito le loro richieste, sono entrati in camera di consiglio e oggi la sentenza sarà pubblicata.
Qualora i giudici amministrativi accogliessero l’istanza dei ricorrenti di centrosinistra, il sindaco, Pierluigi Biondi, da poco più di un anno alla guida della coalizione di centrodestra, potrebbe ritrovarsi senza la maggioranza in consiglio comunale . Ci sarebbe, dunque, la cosiddetta “anatra zoppa”. In sostanza, senza il premio di maggioranza gli equilibri sarebbero stravolti. L’esito del riconteggio, per le opposizioni, cambierebbe i rapporti di forza.
«O si accerta che nel seggio 41 è stato commesso un errore materiale, che va oltre la domanda dei ricorrenti, e, quindi, il ricorso viene dichiarato inammissibile, oppure si accerta che c’è stato un falso e allora ai sensi dell’articolo 77 del Codice del processo amministrativo si deve sospendere il processo in attesa del giudizio presso il tribunale ordinario». Questa le versione dei fatti dell’avvocato Raffaele Daniele, consigliere comunale di centrodestra che perora le sorti della maggioranza.
Sul giudizio amministrativo, infatti, incombe una querela di falso, presentata in sede civile dagli avvocati Roberto Colagrande del Foro dell’Aquila e Livio Proietti di quello di Tivoli, incaricati da Carla Mannetti di Fratelli d’Italia, assessore comunale, e Luigi D’Eramo della Lega, assessore comunale e deputato. Ciò in relazione al verbale delle operazioni elettorali del seggio 41, dal quale mancherebbero 400 voti in sede di trascrizione dei dati. La querela di falso, secondo alcuni giuristi, potrebbe indurre il collegio inviare il fascicolo al tribunale civile. Questo all’insegna di una valutazione più ampia.
Di diverso avviso l’avvocato Claudio Verini che, insieme a Maurizio Capri, ex assessore del Pd, e ora anche ad Alfonso Celotto, insigne giurista recentemente ingaggiato dal centrosinistra aquilano, difende le ragioni dei ricorrenti: «Non credo che si andrà al tribunale ordinario perché dalla precedente ordinanza mi sembra chiaro che il Tar riterrà quello riguardante la sezione 41 un errore materiale e non un falso con necessità quindi di spostarsi al tribunale ordinario». Comunque vada, sarà possibile ricorrere in appello al Consiglio di Stato.
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