Ricordato l’eccidio di Celano 69 anni dopo

L’onorevole Cantelmi e il sindaco Santilli al cimitero per onorare i martiri Paris e Berardicurti
CELANO. La città ha ricordato ieri, con una cerimonia molto intensa al cimitero, l’Eccidio di Celano, dove morirono due lavoratori, Agostino Paris, di 45 anni, e Antonio Berardicurti, di 35, oltre a 19 persone rimaste ferite.
«Sono trascorsi 69 anni», ha ricordato l’onorevole Giancarlo Cantelmi, all’epoca 24enne e vero obiettivo dei sicari. «Credo che da Dio siete stati prescelti per stare nel posto riservato ai martiri di qualunque natura e orientamento. Questa mattina (ieri, ndc) a omaggiare la vostra tomba come martiri di un eccidio, c’è la rappresentanza di tutta la città: il sindaco, i carabinieri, la polizia locale, i rappresentanti politici della sinistra».
Cantelmi ha ricordato quei momenti: «Con te Antonio, eravamo in piazza a dieci centimetri l’uno dall’altro, quando sentimmo i colpi d’arma da fuoco: io urlai di buttarci a terra, ma tu fosti colpito a morte. Oggi c'è il sindaco, la rappresentanza del popolo, a rendervi omaggio al di sopra di ogni divisione e faziosità, al di sopra di tutto».
«Quei momenti», ha evidenziato il sindaco Settimio Santilli, «hanno rappresentato una delle pagine più brutte, ma anche importanti per Celano. La testimonianza dell’onorevole Cantelmi è importante: mai rinnegare la storia, la liberazione e l'eccidio sono stati tasselli del nostro attuale Stato democratico. Il compito di tutti è di far sì che nessuno rinneghi ciò che è stato. Oggi siamo qui a rimarcare con forza quello che si è conquistato con le lotte contadine, al di là dei partiti. Bisogna capire che la libertà e la democrazia non sono mai scontate, oggi c'è troppo bisogno di stare attenti per non ripetere gli errori del passato».
Era il 30 aprile del 1950, quando in piazza IV Novembre, nel Palazzo comunale la Commissione di collocamento al lavoro stava stabilendo i turni per i braccianti che sarebbero stati impiegati a lavorare nelle campagne agricole del Fucino.
Improvvisamente, carabinieri, esponenti di destra-ex fascisti e guardie di Torlonia, iniziarono a sparare sulla folla inerme.
Sul selciato della piazza centrale della città, rimasero due vittime: Agostino Paris e Antonio Berardicurti.
Alla cerimonia di ieri erano presenti, tra gli altri, don Carmine, i familiari delle due vittime dell’eccidio, il segretario del Partito democratico di Celano, Calvino Cotturone, l’assessore comunale Vincenzo Montagliani, il consigliere di minoranza, Graziella Cantelmi, il segretario di Rifondazione Comunista, Vittoriano Baruffa, e Tullio Vicaretti.
Oggi a Celano verrà distribuita nelle edicole una copia della pagina dell’Unità del 1950, nella quale veniva riportato il servizio e il resoconto giornalistico dell’eccidio del 30 aprile.
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