Ricorso in Appello quasi pronto La notifica nei prossimi giorni
Alcuni degli stessi avvocati interessati dalla causa bis preparano nel frattempo il ricorso in Appello contro la sentenza choc della giudice Monica Croci. Tra questi c’è soprattutto Luciano Angelone,...
Alcuni degli stessi avvocati interessati dalla causa bis preparano nel frattempo il ricorso in Appello contro la sentenza choc della giudice Monica Croci. Tra questi c’è soprattutto Luciano Angelone, legale dei familiari delle vittime del crollo della palazzina al civico 6/B di via Campo di Fossa in quella tragica notte del sisma tra il 5 e il 6 aprile 2009.
«Stiamo preparando le carte», conferma Angelone, che in Appello conta di smontare la tesi del concorso di colpa del 30% assegnato dal verdetto di primo grado. I familiari avranno dalla loro parte diversi elementi da far valere durante la causa di Appello: dalle perizie, secondo cui il progetto della palazzina era «carente» e con «scorretta posa in opera dei materiali», mentre il Genio civile è stato «negligente» nei controlli, fino al pronunciamento della Cassazione che ha confermato la condanna all’allora vice capo della Protezione civile Bernardo De Bernardinis per le rassicurazioni alla popolazione prima del sisma.
Ma a fare ricorso contro la sentenza choc sarà però anche il Comune dell’Aquila, difeso dall’avvocato e dirigente Domenico De Nardis, che lamenta un «evidente errore» nel verdetto. Il municipio, seppur “scagionato” da un concorso di colpa diretto nella morte di chi dormiva nella palazzina crollata, è stato però condannato a pagare 13mila euro di spese legali per aver chiamato in causa gli eredi del progettista dell’edificio crollato. (l.t.)
«Stiamo preparando le carte», conferma Angelone, che in Appello conta di smontare la tesi del concorso di colpa del 30% assegnato dal verdetto di primo grado. I familiari avranno dalla loro parte diversi elementi da far valere durante la causa di Appello: dalle perizie, secondo cui il progetto della palazzina era «carente» e con «scorretta posa in opera dei materiali», mentre il Genio civile è stato «negligente» nei controlli, fino al pronunciamento della Cassazione che ha confermato la condanna all’allora vice capo della Protezione civile Bernardo De Bernardinis per le rassicurazioni alla popolazione prima del sisma.
Ma a fare ricorso contro la sentenza choc sarà però anche il Comune dell’Aquila, difeso dall’avvocato e dirigente Domenico De Nardis, che lamenta un «evidente errore» nel verdetto. Il municipio, seppur “scagionato” da un concorso di colpa diretto nella morte di chi dormiva nella palazzina crollata, è stato però condannato a pagare 13mila euro di spese legali per aver chiamato in causa gli eredi del progettista dell’edificio crollato. (l.t.)

