Ricorso sul voto delle comunali Domani la conta del Torrione

Mancherebbero soltanto 4 preferenze al centrosinistra per ribaltare la maggioranza in Comune Intanto infuria la polemica tra il sindaco (da Mosca) e Romano e Serpetti dell’opposizione
L’AQUILA. Mancherebbero soltanto 4 voti al centrosinistra – ma la notizia non è ufficiale – per raggiungere quel 50% più 1 e ribaltare così la maggioranza in consiglio comunale. Domani la prefettura procederà al riconteggio delle schede in una sezione del Torrione, dopo quelle di Arischia.
Sono 11 in tutto le sezioni dove dovranno essere ricontate le schede delle elezioni amministrative che hanno decretato la vittoria del centrodestra e del sindaco Pierluigi Biondi. Che dalla Russia (tornerà entro questa mattina alle 11, in tempo per il consiglio comunale sul Bilancio di previsione, ndr).
E proprio da Mosca il primo cittadino, da Facebook, a proposito della possibilità di “anatra zoppa” – cioè di una giunta e un sindaco che si ritrovano senza maggioranza in consiglio, se il riconteggio delle schede dovesse attribuire al centrosinistra il 50% più 1 voto – lancia strali contro l’opposizione, che «non si arrende a dover mollare la mangiatoia. In pratica, la via giudiziaria al potere – in riferimento al ricorso al Tar di diversi consiglieri, anche non eletti, del centrosinistra – e chi se ne frega del voto dei cittadini», scrive Biondi su Fb.
«La cosiddetta anatra zoppa in salsa centrosinistra aquilano funziona così: sei convinto di vincere, tanto che sei sopra di 19 punti al primo turno, dopo che te ne sei mangiati 15 rispetto a un sondaggio di un mese prima. Al secondo turno», scrive Biondi, «prendi 7 punti di distacco, segno di una chiara volontà popolare. A quel punto fai ricorso (il centrosinistra) ai giudici amministrativi, nonostante l’errore palese di un presidente di seggio, che non viene tenuto in considerazione. Di fatto vuoi (sempre il centrosinistra) l’inciucio o il condizionamento dell’attività amministrativa. Non avrai nessuno dei due: ci vediamo nella mischia, comunque vada».
Al sindaco hanno replicato i due consiglieri dell’opposizione di Il Passo Possibile, Paolo Romano e Elia Serpetti.
«Il sistema elettorale prevede sì un sistema proporzionale con un correttivo maggioritario, ma anche un proporzionale puro nel caso in cui ci si dovesse trovare dinanzi a una coalizione, perdente al secondo turno, che superi il 50% più uno al primo e che veda il secondo arrivato non superare il 40%. Pare essere questo il caso dell’Aquila, come di Avezzano, Lecce, Maddaloni, per citarne alcuni», affermano Romano e Serpetti. «Il livore dei toni del sindaco sull’argomento, che trapela soprattutto dall’uso di termini forti come “mollare la mangiatoia”, non può diventare la metodologia con la quale si educano i cittadini alla giustizia, figuriamoci se può allontanare lo spettro del populismo dilagante. Soprattutto se la “mangiatoia” viene citata da un amministratore di lungo corso come lui, nei confronti anche di consiglieri comunali», concludono Romano e Serpetti, «alla prima esperienza».
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