Ricostruito dopo la catastrofe del 1703 da secoli luogo di potere ed emblema civico
Palazzo Margherita deve il suo nome alla sontuosa residenza allestita, nel 1575, sulle ceneri della Regia Curia del Capitano del XIII secolo, per accogliere Madama Margherita d’Austria, figlia dell’im...
Palazzo Margherita deve il suo nome alla sontuosa residenza allestita, nel 1575, sulle ceneri della Regia Curia del Capitano del XIII secolo, per accogliere Madama Margherita d’Austria, figlia dell’imperatore Carlo V, nominata governatrice perpetua dell’Aquila.
Gli aquilani, in vista dell’arrivo in città della sovrana, stabilirono di modificare e ampliare, a proprie spese, l’antico palazzo del Capitano, la cui realizzazione costò 17mila ducati: l’attuale palazzo Margherita, che affaccia sulla piazza, con le sue 134 finestre allineate ed eleganti.
Alla morte della duchessa l’edificio trovò alterne destinazioni pubbliche, dapprima sede della regia Udienza, poi dell’amministrazione comunale, della giustizia e, infine, nuovamente residenza municipale.
Distrutto dal terremoto del 1703, l’edificio fu integralmente ricostruito, arrivando ai nostri giorni nella versione più recente, quella ottocentesca.
Nel 1974, a seguito di un nuovo rifacimento, palazzo Margherita è diventato sede della municipalità.
La Torre, che si staglia accanto all’edificio principale, ha custodito a lungo la Bolla del Perdono, il privilegio elargito da Papa Celestino V agli aquilani.
A fine Duecento la Torre civica era ben più alta degli attuali 36 metri e conservava, al suo interno, la “Reatinella”, il cui suono squillante si udiva nel raggio di 30 chilometri, sostituita nel 1774 da una campana più piccola, nello scrigno della loggia, che batteva i 99 rintocchi, che ricordano i 99 leggendari Castelli della fondazione della città.
Alla sua base, sul lato di piazza del Palazzo, vi è il primo esemplare dello stemma dell’Aquila, risalente alla fine del XIII secolo. All’interno, nei piani inferiori, è inoltre la cappella dedicata alla Madonna degli Angeli.
Da sempre, palazzo Margherita è luogo di potere ed emblema civico.
Gli aquilani, in vista dell’arrivo in città della sovrana, stabilirono di modificare e ampliare, a proprie spese, l’antico palazzo del Capitano, la cui realizzazione costò 17mila ducati: l’attuale palazzo Margherita, che affaccia sulla piazza, con le sue 134 finestre allineate ed eleganti.
Alla morte della duchessa l’edificio trovò alterne destinazioni pubbliche, dapprima sede della regia Udienza, poi dell’amministrazione comunale, della giustizia e, infine, nuovamente residenza municipale.
Distrutto dal terremoto del 1703, l’edificio fu integralmente ricostruito, arrivando ai nostri giorni nella versione più recente, quella ottocentesca.
Nel 1974, a seguito di un nuovo rifacimento, palazzo Margherita è diventato sede della municipalità.
La Torre, che si staglia accanto all’edificio principale, ha custodito a lungo la Bolla del Perdono, il privilegio elargito da Papa Celestino V agli aquilani.
A fine Duecento la Torre civica era ben più alta degli attuali 36 metri e conservava, al suo interno, la “Reatinella”, il cui suono squillante si udiva nel raggio di 30 chilometri, sostituita nel 1774 da una campana più piccola, nello scrigno della loggia, che batteva i 99 rintocchi, che ricordano i 99 leggendari Castelli della fondazione della città.
Alla sua base, sul lato di piazza del Palazzo, vi è il primo esemplare dello stemma dell’Aquila, risalente alla fine del XIII secolo. All’interno, nei piani inferiori, è inoltre la cappella dedicata alla Madonna degli Angeli.
Da sempre, palazzo Margherita è luogo di potere ed emblema civico.

