Ricostruzione: 400 pratiche ferme per le frazioni

Ci sono ritardi nella consegna delle integrazioni fino a 2 anni Provenzano (Usra): «Ora serve uno sforzo comune di tutti»
L’AQUILA. I buchi neri nella ricostruzione privata post-sisma 2009, in particolare nelle frazioni del Comune dell’Aquila, a volte sembrano inspiegabili. Il caso Monticchio, il cui centro storico dopo 12 anni dal terremoto sta letteralmente cadendo a pezzi, è forse il più clamoroso ma non è il solo. Per cercare di capirne un po’ di più bisogna andare a scavare tra le “carte” e parlare anche di “noiosi” numeri che, però, danno il senso di quello che sta accadendo. I dati peraltro non sono nascosti o segreti ma sono disponibili a tutti sul sito internet dell’Ufficio speciale o ancora meglio sul Web Gis, la piattaforma di monitoraggio della ricostruzione dell’Aquila e frazioni. Emerge a un primo colpo d’occhio che i problemi si stanno concentrando sul “passaggio” fra la scheda parametrica 1 (che è una sorta di progetto di fattibilità) e la scheda parametrica 2 (che è in sostanza il progetto esecutivo). Qui va fatto un piccolo inciso che non è affatto secondario: finora la differenza tra le cifre chieste dai cittadini e quelle effettivamente erogate è di circa un miliardo (cifra che comprende sia la fase commissariale con la filiera, sia le pratiche dei comuni minori). Un risparmio non da poco per le casse pubbliche anche se qualcuno ha dovuto magari rinunciare a un bagno di lusso.
PRATICHE IN RITARDO. A metà gennaio l’Ufficio speciale ha messo a punto un report (inviato a Comune e ordini professionali) da cui emerge un dato inquietante. Ci sono circa 400 pratiche (per un valore complessivo di 500 milioni di euro) incagliate da mesi e in qualche caso da anni. Ma perché sono incagliate? Perché nonostante ci siano dei tempi certi per inviare all’Usra le cosiddette integrazioni, l’Ufficio speciale per averle a volte deve attendere le “calende greche”.
IL CASO MONTICCHIO. Cominciamo dai dati del centro storico di Monticchio dove la situazione è drammatica. Dai siti istituzionali risultano a oggi presentate 36 schede parametriche parte prima, di cui 29 con istruttoria conclusa con parere parte prima emesso dall’Ufficio speciale (Usra). Le restanti 7 istanze risultano avviate con richiesta di integrazioni inoltrata ai relativi presidenti di consorzio e tecnici incaricati. Per queste istruttorie in corso risulta che i tempi di attesa per la presentazione delle integrazioni richieste dall’Ufficio speciale si attestano intorno a una media di circa 330 giorni, con picchi in taluni casi di oltre 550 giorni. Sempre a Monticchio, a fronte delle 29 istruttorie concluse per la prima fase del procedimento, sono stati presentati solo 6 progetti parte seconda per i quali è stato già emesso il relativo parere dall’Usra per un importo di 11.215.000 euro. Dei restanti 23 progetti i cui tecnici sono stati sollecitati alla presentazione della parte seconda, 20 (per importi di circa 35 milioni di euro) risultano in ritardo sui tempi di presentazione e una media di ritardo sulla scadenza di oltre 190 giorni, con picchi di 575 giorni.
IL CASO VIA BAFILE. Per quanto riguarda l’aggregato di via Bafile di Monticchio (caso sollevato sul Centro dalla signora Floriana Lega) ci sono buone notizie. L’istruttoria della scheda parametrica parte prima, avviata nel settembre 2019, è stata integrata dai tecnici nell’ottobre 2020 – più di un anno dopo –e il parere parte prima è stato dato pochi giorni fa. L’importo concesso è stato di 4.149.908 euro a fronte dei 6.376.825 richiesti.
ALTRE FRAZIONI. La situazione di Monticchio è simile a quella della quasi totalità delle frazioni: dall’analisi delle pratiche emerge che 49 progetti parte seconda non risultano presentati per la frazione di Paganica, 43 per la frazione di Arischia, 37 a Coppito, 28 a Camarda per un numero complessivo di progetti attesi, ma in ritardo sui tempi di presentazione, di 430 istruttorie per oltre 490 milioni di euro che attendono da mesi di essere spesi.
IL TITOLARE USRA. Il titolare dell’Ufficio speciale ingegner Salvatore Provenzano è cauto e per questi “buchi neri” non indica colpe o colpevoli. Dice solo che «siamo oggi giunti a percorrere l’ultimo miglio di questa salita che è la ricostruzione. Un ultimo miglio che si sa, come in tutte le volate, è quello più duro. Proprio per questo occorrerà la fattiva collaborazione di tutti: oltre la sterile ricerca delle responsabilità di un ritardo, che troppo spesso vede fronteggiarsi in un pietoso quanto improduttivo scaricabarile enti pubblici, progettisti, presidenti e proprietari, non possiamo rischiare di mancare l’obiettivo comune. È tempo ormai di fare in modo che tutti coloro che lavorano alla ricostruzione della città collaborino insieme per accelerare i processi e le criticità e tagliare insieme il traguardo della rinascita dei nostri territori e delle nostre comunità».
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