Ricostruzione, 60 pratiche da smaltire

22 Dicembre 2019

Allarme dell’Ance: «In scadenza l’intesa tra Regione e Abruzzo Engineering per portare avanti l’esame delle istruttorie»

SULMONA. Più di 200 pratiche istruite di inagibilità non grave, categoria A, e una sessantina con esiti B, C ed E, le più gravi, la cui istruttoria è ancora in corso.
A dieci anni dal sisma del 2009 mancano circa 60 progetti per chiudere la pratica ricostruzione in città. Il bilancio della ricostruzione post-sisma arriva da Ance L’Aquila che lancia l’allarme sulla scadenza della convenzione tra Regione Abruzzo, Ufficio speciale della ricostruzione, Genio civile e la società di servizi Abruzzo Engineering spa che riguarda il personale aggiuntivo di supporto all’attività dell’ufficio sisma del Comune di Sulmona.
«L’attività dell’Ufficio non può fermarsi proprio adesso», tuonano il presidente Ance Adolfo Cicchetti e il vicepresidente Marco Tirimacco, responsabile per l’area peligna. «Ne va dell’efficienza della ricostruzione, che Sulmona e i suoi cittadini hanno atteso per troppo tempo, e della ripresa dell’edilizia, che dopo anni di sofferenza, ha cominciato a vedere finalmente uno spiraglio. Abbiamo avuto già rassicurazioni dirette dall’assessore regionale alle aree interne e al cratere Guido Quintino Liris, che ringraziamo, di un rinnovo certo della convenzione per il potenziamento del personale».
L’associazione dei costruttori edili dall’estate del 2017 ha cominciato a fare da pungolo sulla ricostruzione, finché si è arrivati alla stipula della convenzione.
«Da allora l’ufficio sisma di Sulmona che, lo ricordiamo, era letteralmente chiuso per mancanza di personale con una giacenza esorbitante di pratiche, ha avuto una notevole spinta organizzativa ed operativa, grazie all’arrivo di quattro unità di personale specializzato, in servizio fino a dicembre dello stesso anno e, nel periodo successivo, di tre unità grazie a due consecutivi rinnovi della convenzione», aggiungono Cicchetti e Tirimacco.
L’ufficio sisma di Sulmona coadiuva inoltre il lavoro degli stati di avanzamento dei cantieri già avviati, delle perizie di assestamento lavori, dei sopralluoghi e altre attività di supporto tecnico, in coordinamento con l’Usrc (Ufficio speciale per la ricostruzione nel cratere). Su questi dati pesa anche il ritardo accumulato in anni di gestione della ricostruzione fuori cratere, quando nel 2014, ad esempio, solo quattro pratiche erano state approvate per Sulmona dall’ufficio di Goriano Sicoli per 4.237.960 euro e solo tredici dal Comune per circa 800mila euro.
Con le varie rendicontazioni e richieste, ad oggi il fabbisogno di cassa sarebbe superiore ai 5 milioni e mezzo di euro. Intanto, sono circa 120 gli sfollati sulmonesi rimasti senza casa dal terremoto del 2009. Mentre fanno da promemoria alla ricostruzione i ruderi che si trovano in via Gran Sasso, via Corfinio e dietro a via Gramsci, con puntellamenti marci a fare da cornice e sostegno fittizio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA