Ricostruzione a Onna, c’è la variante al piano

Comune e associazioni locali sconfessano quello del 2013: troppe criticità. Ora il passaggio in consiglio
L’AQUILA. La giunta comunale ha approvato una variante al piano di ricostruzione di Onna (messo a punto con fondi della Germania e diventato operativo nel 2013) ripristinando, per un’ampia area fra la ferrovia e il centro storico, la destinazione che aveva col piano regolatore del 1979. La delibera, che dovrà passare in consiglio, di fatto rappresenta una sconfessione dell’unico vero piano di ricostruzione post sisma approvato nel Comune dell’Aquila. Il documento della giunta evidenzia una serie di criticità, segnalate anche dalle associazioni di Onna, che sarebbero all’origine dei ritardi nella ricostruzione del paese. Quindi se Onna dopo 15 anni è ancora lontano dalla rinascita è anche per colpa del piano del 2013. «Il piano di ricostruzione di Onna per come strutturato» si legge nella delibera di giunta «ha suddiviso il territorio della frazione in ambiti di elevate dimensioni comprendenti immobili singoli, aggregati di varia ampiezza e aree libere. Data la dimensione delle perimetrazioni, da sottoporre a intervento unitario preventivo stabilite col piano di ricostruzione, l’attuazione è diventata estremamente difficoltosa stante i multiformi interessi personali dei vari soggetti coinvolti». Fra le criticità vengono indicate: «La polverizzazione delle proprietà cui consegue la difficoltà nella sintesi degli interessi dei molteplici soggetti coinvolti e, in taluni casi, l’impossibilità del rinvenimento dei titolari di tutti gli immobili costituenti il comparto; la necessità della ridefinizione dei lotti al fine di creare l’effetto vincolo. Altro rilevante aspetto è connesso alla necessità organizzativa di avvio del procedimento di ricostruzione da attuare, nel riferimento alla normativa disposta dal piano di ricostruzione, con strumenti complessi quali programmi integrati, programmi di recupero urbano o dei piani di recupero strumenti che necessitano di alte professionalità non facilmente reperibili e che spesso impongono costi aggiuntivi, in termini diretti ed indiretti, non supportati dai fondi erogati per la ricostruzione. Questioni che, di fatto, hanno rallentato non poco la ricostruzione di Onna tale che, allo stato, la riedificazione è ben lungi dall’essere completata. Va inoltre evidenziato che il piano di ricostruzione è stato approvato nelle forme del Programma di recupero urbano, piano di terzo livello, che di norma va attuato – a meno di una programmazione ben definita della struttura di attuazione – a mezzo di interventi diretti non sussistendo possibilità di concretizzare l’attività urbanistico-edilizia attraverso due susseguenti strumenti di pari rango. Le descritte difficoltà attuative hanno indotto alcuni residenti, a volte per le vie brevi altre per iscritto, a chiedere la riforma del piano di ricostruzione. Al riguardo di rilievo è la nota dalle associazioni Pro loco, Onna Onlus e Centro anziani del 18 gennaio 2018 indirizzata al sindaco con la quale si chiedeva la modifica del piano con particolare riferimento alla modalità di reperimento dei parcheggi e alla monetizzazione degli stessi», conclude la delibera. Insomma, l’unico piano elaborato per una ricostruzione “non casuale” viene clamorosamente bocciato da Comune e popolazione locale. (g.p.)
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