«Ricostruzione al rallentatore»: denuncia a 13 anni dal terremoto

8 Luglio 2022

Ingegneri, architetti e geometri al Comune: velocizzare le pratiche in centro storico, aiutare il settore Caso riesploso dopo i crolli delle facciate dell’aggregato di via Corfinio, la zona è stata transennata  

SULMONA. Pratiche sismiche con il freno a mano tirato nel Comune di Sulmona. La denuncia arriva da un gruppo di professionisti locali che torna a chiedere attenzione sulle lunghe trafile burocratiche e attese bibliche alle quali da anni sono costretti gli operatori del comparto dell’edilizia, per arrivare a vedere la conclusione di una pratica. Nei giorni scorsi gli stessi professionisti avevano lamentato ritardi insopportabili per un aggregato in via Barbato e quello ormai famoso di via Corfinio, fermo ormai da 13 anni. Tant’è che nel frattempo, proprio per l’inerzia di questi anni del Comune, la facciata dell’aggregato ha iniziato a cedere e solo per puro caso non ha provocato danni a cose e persone. Nemmeno l’ultimo fatto, e la segnalazione inoltrata dai professionisti sulmonesi, ha sortito gli effetti sperati. «In ballo ci sono lavori per milioni di euro e sbloccare finalmente queste pratiche sarebbe manna dal cielo per l’edilizia e per tutto l’indotto, facendo girare l’economia locale come già accade in altri centri peligni, basta guardare Pratola o Raiano» ricorda l’architetto Roberto Rosato, che da anni sta cercando di sensibilizzare gli amministratori sul delicato problema. «Invece sembra che sia dell’edilizia che dell’economia a palazzo San Francesco poco o niente interessi, fatto inspiegabile».
Da dodici anni tanti sulmonesi attendono di poter riprendere possesso dei loro edifici danneggiati dal sisma del 6 aprile 2009 mentre le amministrazioni che si succedono al Comune sembrano cadute nel torpore e nell’immobilismo, condannando un comparto fondamentale per l’economia cittadina e del comprensorio. «Parlano tanto del centro storico e della sua riqualificazione», continuano architetti, geometri e ingegneri, «ma sono solo parole al vento. C’è uno storico palazzo, quello della famiglia De Matteo, che da sempre aspetta di essere ristrutturato e messo in sicurezza per essere utilizzato anche per fini sociali, ma anche in questo caso è inspiegabilmente tutto fermo».
«Leggiamo tutti i giorni sulle cronache che l’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Sulmona, Franco Casciani, vanta di aver velocizzato tutte le pratiche del terremoto», concludono i professionisti coinvolti nella ristrutturazione degli storici aggregati, «a noi risulta il contrario, visto che la realtà è sotto gli occhi di tutti. In oltre dieci anni sono stati capaci solo di mettere una transenna davanti a questi edifici. Poi null’altro, con gravi ripercussioni sia sul decoro di quello che era una volta il fulcro della vita nel centro storico di Sulmona, sia soprattutto sull’economia del territorio, con fondi già stanziati che sono fermi da anni e che non sono utilizzati solo ed esclusivamente per l’inerzia degli uffici del Comune e di chi dovrebbe farli funzionare».
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