Ricostruzione comuni, spunta Fabrizi

Ipotesi dell’interim al dirigente dell’Ufficio speciale dell’Aquila per la firma delle pratiche in attesa del via libera
FOSSA. Un decreto della presidenza del consiglio dei ministri atteso in queste ore dovrebbe affidare per un periodo di almeno 5 mesi a Raniero Fabrizi, direttore dell’ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila, anche la responsabilità dell’ufficio speciale per la ricostruzione dei comuni del cratere (Usrc) che ha sede a Fossa. Qualche giorno fa i coordinatori dei sindaci, Francesco Di Paolo e Sandro Ciacchi, si sono detti favorevoli a tale ipotesi informandone il governo. Tale provvedimento si rende necessario dopo le dimissioni – diventate ufficiali sabato scorso – di Paolo Esposito, che ha retto l’Usrc dal 2013, cioè dalla sua costituzione. La nomina per almeno 5 mesi di Fabrizi ha due obiettivi: non bloccare la ricostruzione del cratere (se non c’è chi le firma, le pratiche non vanno avanti) e permettere al nuovo governo di scegliere con relativa calma un altro dirigente. Esposito lasciando l’incarico oltre ad aver ribadito che la squadra che ha lavorato con lui in questi anni è ormai ben oliata ha anche fatto un bilancio di quanto l’ufficio ha prodotto fino al 13 maggio scorso.
«Nell’ambito della ricostruzione privata», rende noto l’Usrc, «in termini finanziari ammonta a oltre 1,8 miliardi l’importo complessivo ammesso a contributo dagli uffici competenti per l’istruttoria delle pratiche dal 2009 a oggi, rispetto a un fabbisogno che tra cratere e fuori cratere si stima di poco superiore ai 4 miliardi di euro. In termini di erogazione, ossia l’importo complessivo versato alle amministrazioni dal 2009 a oggi, si supera il miliardo di euro, di cui oltre il 60 per cento trasferito dall’Usrc che dalla sua istituzione (2013) assegna per competenza e da inizio 2015 eroga anche per cassa ai singoli Comuni dentro e fuori cratere. In ambito ricostruzione delle singole unità abitative, su una stima che tra cratere e fuori cratere indica in 26.000 gli immobili inagibili, sono 7.100 quelli tornati a oggi agibili (circa 1600 sono i cantieri attualmente in corso), con una stima di chiusura che a oggi proietta nel 2023-25 il ripristino di tali immobili come dato complessivo, anche se per alcuni comuni – in fase più avanzata di altri in ambito ricostruzione privata – il target potrebbe essere centrato anche a cavallo tra il 2020 ed il 2022. Per quanto riguarda la ricostruzione pubblica dei soli Comuni del cratere, l’Usrc sta gestendo la delibera Cipe 135/2015 che ha finanziato complessivamente oltre 200 singoli interventi di ricostruzione di competenza dei singoli Comuni, con uno stanziamento di 126,5 milioni per la riparazione di municipi, infrastrutture, reti, edilizia residenziale e cimiteri, in coerenza con i Piani di ricostruzione approvati. Di questi, a oggi sono 127 i singoli progetti (interventi) il cui finanziamento è stato approvato, e di questi 70 sono stati ultimati, garantendo il ripristino delle funzioni essenziali con un’attenzione particolare oltre che al miglioramento sismico delle strutture, anche al miglioramento delle prestazioni energetiche e all’accessibilità degli spazi. Per quanto riguarda l'edilizia scolastica in programmazione ci sono 13 interventi per 10 milioni, in progettazione 32 interventi per 42 milioni, in affidamento lavori 29 interventi per 48 milioni, in attuazione 19 interventi per 26 milioni, conclusi 43 interventi per oltre 20 milioni. Il fabbisogno finanziario quantificato attraverso i Piani di ricostruzione dei centri storici dei Comuni del cratere ammonta a circa 3,09 miliardi di euro per gli interventi di ricostruzione privata e a circa 333 milioni di euro per gli interventi di ricostruzione pubblica, per un valore complessivo di interventi previsti pari a 3,42 miliardi di euro. A oggi, in totale l’Usrc ha firmato oltre 6.600 mandati di pagamento a favore delle amministrazioni dentro e fuori cratere, per un valore di poco superiore ai 700 milioni».
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