Ricostruzione decapitata Mancurti, nomina a tempo

Fino al 15 novembre il dirigente ministeriale guiderà la struttura di missione Pezzopane chiama il ministro per il mancato arrivo del successore di Magani
L’AQUILA. Una governance rimasta senza cabina di regìa. Niente sottosegretario alla ricostruzione, vacante la poltrona del coordinatore dell’Ufficio speciale per la ricostruzione, in stand-by la nomina di Francesco Scoppola a direttore regionale per i Beni culturali e un incarico a tempo determinato, solo fino al 15 novembre, per Aldo Mancurti, come capo della Struttura tecnica di missione. «Una situazione pesante», è il commento del sindaco Massimo Cialente che l’altro giorno ha parlato del «caso L’Aquila» con il sottosegretario alla presidenza del consiglio Graziano Delrio.
Intanto, all’Usra l’esame delle pratiche sta andando avanti, così come richiesto dall’assessore Pietro Di Stefano. Ma per le firme bisognerà attendere l’arrivo del sostituto di Paolo Aielli. «Abbiamo un pesante vuoto di governance», ha detto Cialente, che va subito colmato. C’è sintonia con il governo a cui, però, chiediamo di affrettarsi perché non possiamo permetterci ulteriori ritardi». Poi, rivolto al centrodestra, ha bollato come «bizzarre» le proposte e le accuse lanciate lunedì nel corso di una conferenza stampa. «Mi limito a definirle bizzarre e non in altro modo», ha aggiunto il sindaco, «solo perché siamo ancora nel clima della Perdonanza celestiniana».
Intanto sulla nomina di Scoppola, il cui incarico non è operativo per via di una mancata firma della Corte dei Conti, si registra un’interrogazione della senatrice Stefania Pezzopane al ministro Dario Franceschini.«È una situazione assurda e paradossale», si legge nell’interrogazione. «Molti imprenditori e sindaci del cratere mi hanno contattato, per denunciare la paralisi dei lavori, dovuta a questa situazione. Ci sono numerosi cantieri aperti e progetti pronti, che aspettano solo il via libera per partire e questo anche grazie al lavoro svolto in precedenza. Tuttavia le imprese non vengono pagate e molti progetti restano al palo, perché il nuovo direttore regionale non ha ancora la pienezza dei suoi poteri. Una situazione di stallo che ormai si protrae da troppi mesi e che davvero diventa insostenibile. L’architetto Scoppola ha assunto l’incarico ad interim lo scorso agosto, dopo diversi mesi di vacatio all’indomani dell’uscita di Magani. Si sperava che con il suo arrivo si potesse riprendere la mole dei lavori di ristrutturazione dei beni culturali danneggiati dopo il terremoto. Ma così non è stato. Questo perché, apprendiamo solo ora, la Corte dei Conti non appone una firma. Sembra di essere nel paese di Pulcinella». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

