Ricostruzione del teatro, la commissione va a vuoto

Insorge l’opposizione: «Ritardi ormai inaccettabili a 14 anni dal terremoto» Poi l’affondo sugli enti assenti, tra cui il Segretariato generale ai beni culturali
L’AQUILA. Ancora nessuna risposta sui ritardi nella ricostruzione del teatro comunale. Un déjà vu: come accaduto già lo scorso giugno, anche la seduta della V commissione consiliare che si è svolta ieri ha fatto registrare l’assenza dei rappresentanti della conferenza di servizi permanente che dovrebbe garantire la ricostruzione di uno dei principali simboli della cultura aquilana.
«Tutto ciò accade nella città candidata a Capitale della cultura 2026», tuonano il consigliere comunale Alessandro Tomassoni del Passo possibile, che ha richiesto la convocazione della riunione, e il presidente della stessa, Stefano Palumbo: «Un fallimento della stessa amministrazione e anche del Segretariato, visto che il sindaco Pierluigi Biondi non solo ha ammesso come manchino i fondi per ultimare il teatro, circa 5 milioni di euro, ma ha anche avocato a sé e al Comune i futuri poteri decisionali come nuova stazione appaltante dell’opera. Una scelta che comporterebbe con tutta evidenza, tempi di ultimazione e riconsegna lunghissimi».
L’obiettivo della commissione era conoscere da cosa dipenda, a 14 anni dal sisma, il mancato recupero del teatro comunale e di avere notizie sulla riconsegna alla comunità aquilana del San Filippo, pronto dal 2017 e mai riaperto.
«Non possiamo che stigmatizzare (ancora una volta) la grave assenza nella seduta degli enti della conferenza dei servizi, in primis della stazione appaltante, il Segretariato generale ai beni culturali», spiega Tomassoni, «come pure della Soprintendenza, dei rispettivi direttori dei lavori e dei responsabili dei procedimenti di riferimento». Il Passo possibile, inoltre, punta il dito sul «mancato utilizzo di fondi del Pnrr che faranno la fortuna di Teramo e di altri comuni abruzzesi evidentemente più virtuosi del nostro».
«Ad eccezione dei delegati per il Genio civile e per il Provveditorato interregionale per le opere pubbliche, presenti, gli altri facenti parte della Conferenza dei servizi hanno ritenuto ancora una volta di mancare di rispetto alle nostre funzioni e al nostro ruolo di rappresentanti dei cittadini», continua il consigliere. «Avremmo voluto risposte ufficiali e nei luoghi deputati e non a mezzo stampa o solo in seguito alle lamentele dell’importante artista di turno costretto a recitare in spazi sottodimensionati come il Ridotto».
Indignato anche il consigliere Enrico Verini: «Inaccettabile che il Segretariato, stazione appaltante, non si sia neanche presentato».
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