Ricostruzione, due milioni vanno a Pescara
Dopo un contenzioso legale decisiva la perizia del tribunale su un condominio danneggiato dal sisma
L’AQUILA. Circa due milioni di euro dei fondi post-sisma 2009 andranno per la ricostruzione di un edificio che si trova a Pescara città. La notizia è contenuta nella determina 555 del 19 settembre scorso dell’Ufficio speciale di Fossa (Usrc) per l’assegnazione di risorse ai Comuni fuori cratere. La vicenda può apparire sorprendente visto che dal sito Usrc risulta che il Comune di Pescara ha presentato in 10 anni solo tre pratiche di cui una di poco più di 2.000 (duemila) euro e un’altra non ammessa. Quella finanziata ha una storia lunga e travagliata e all’inizio sembra che la richiesta di fondi fosse più del doppio. La pratica fu avviata già ai tempi della Filiera (Reluiss, Fintecna e Cineas) e risale ai primi mesi del 2013, periodo di interregno tra la vecchia procedura (appunto la Filiera) e l’avvio dell’attività dei due uffici speciali nati dalla cosiddetta legge Barca varata nell’estate 2012 che sancì di fatto il superamento del commissario (per tre anni è stato l’allora presidente della Regione Gianni Chiodi, che aveva preso il testimone da Guido Bertolaso). Da quello che è stato possibile ricostruire, il condominio di Pescara già prima del sisma presentava alcuni problemi strutturali, ma le persone ci abitavano regolarmente. Dopo il terremoto del 2009 e a seguito di verifiche approfondite l’edificio fu dichiarato inagibile. La questione che subito si pose è come si poteva attribuire con certezza al sisma il danno che si era andato ad aggiungere a quello preesistente. La pratica per la richiesta fondi venne presentata al Comune di Pescara per essere poi istruita dall’ufficio territoriale (Utr) di Bussi. Le perplessità su tale pratica sono state molte tanto che a un certo punto il Comune di Pescara comunicò al richiedente privato la inammissibilità del finanziamento. Ma la storia non finì lì. Il condominio presentò ricorso al tribunale civile (competente per le questioni finanziarie) che nominò un perito per chiarire la questione e il perito non molto tempo fa ha detto che sì, il terremoto ha aggiunto un danno al palazzo, danno che ha avuto per conseguenza l’inagibilità. Non è stata, chiaramente, concessa tutta la cifra richiesta ma “solo” due milioni. Davanti alla perizia l’Usrc non ha potuto far altro che procedere e tirare fuori i soldi. Nella determina dell’Ufficio di Fossa è scritto: “Preso atto della nota con la quale il Comune di Pescara ha richiesto risorse per un intervento di ricostruzione privata per un importo di 1.912.968 euro e ritenuto che dall’esame della documentazione trasmessa, sussistono, al momento, le condizioni per ritenere ammissibile l’assegnazione di tali risorse, si dispone l’assegnazione di fondi a favore del Comune di Pescara per un totale di 1.912.968 euro di cui 1.339.078 euro a valere sulla delibera Cipe 58/2017 annualità 2017 e 573.890 euro a valere sulla delibera Cipe 113/2015 annualìtà 2017, utili a garantire la copertura finanziaria dell’istruttoria positivamente conclusa».
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