Ricostruzione e tasse, città in allarme

Lolli convoca una riunione urgente per oggi con Comune, sindaci del cratere, associazioni di categoria e sindacati
L’AQUILA. Ore 11, tutti in Regione. Il presidente vicario, Giovanni Lolli, ha convocato per questa mattina il comune dell'Aquila, i sindaci del cratere, i sindacati e le associazioni di categoria. Argomento all'ordine del giorno: terremoto e tasse sospese. «La situazione è pesante», dice Lolli, «rispetto all'ultima riunione, di venti giorni fa, non è cambiato nulla, se non lo stanziamento nel pre-Cipe per il personale che lavora alla ricostruzione. Abbiamo inviato una lettera al Governo a triplice firma, la mia, quella del sindaco, Pierluigi Biondi, e del rappresentante dei sindaci del cratere, Francesco Di Paolo, con una richiesta di incontro. Non ci ha nemmeno risposto». Intanto, il 31 ottobre scadrà il mandato del responsabile della Struttura tecnica di missione, Giampiero Marchesi, e quello di Vittorio Fabrizi, responsabile dell'Usra e dell'Usrc. «Non ci sarà più nessuno a mttere le firme», avverte Lolli, «la ricostruzione si bloccherà completamente».
GOVERNO MUTO. «Nell'ultima riunione siamo usciti con un preciso impegno», spiega Lolli, «ottenere un incontro con il Governo, in tempi brevi. La richiesta è partita subito, a firma di Regione, Comune e Comuni del cratere. L'incontro non c'è stato, addirittura non siamo stati degnati di una risposta. Biondi ha avuto modo di confrontarsi da solo, a Roma, con i referenti del sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, ma l'esito della riunione è sconosciuto».
ALLARME UFFICI. Di tempo non ce n'è più. Lo dice chiaramente Lolli: «Il sottosegretario ai Beni culturali, Gianluca Vacca, in visita all'Aquila, aveva dato per certa la nomina entro pochi giorni del referente per il sisma 2009. Ad oggi, il nome ancora non c'è», incalza il presidente vicario.
«In assenza di un interlocutore diretto, torniamo a bussare alla porta del Governo per capire cosa vuole fare di questa città e del sisma dell'Aquila. Il 31 ottobre è vicino: dobbiamo almeno strappare un'ulteriore proroga per la gestione degli Uffici della ricostruzione e della Struttura tecnica di missione, altrimenti la ricostruzione subirà un blocco totale. Nessuno autorizzerà più le pratiche, né firmerà i permessi».
DISASTRO TASSE. Lolli torna a sottolineare, con preoccupazione, «l'atteggiamento del Governo, che ha respinto tutti gli emendamenti sulle tasse. Se qualcosa abbiamo portato a casa», dice, «mi riferisco ai 14 milioni di euro stanziati nel pre-Cipe per il personale che lavora alla ricostruzione e all'emendamento del deputato della Lega, Luigi D'Eramo, sul personale Ripam, tutto il resto è stato rigettato. La proroga per le tasse scade a fine anno, non possiamo arrivare con l'acqua alla gola».
RICHIAMO ALL’UNITÀ. Ezio Rainaldi, delegato alla ricostruzione di Confindustria L'Aquila, torna a sollecitare «una rapida soluzione per l'emergenza tasse da restituire, con il passaggio della soglia del de minimis da 200mila a 500mila euro».
Ma chiede anche «di individuare una strategia comune d'azione per portare al Governo una proposta unitaria e condivisa».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

