Ricostruzione, Frullo«Precari abbandonati»

L’AQUILA. Nei prossimi decreti qualcosa dovrebbe muoversi, ma per il momento non sono passati gli emendamenti sul decreto “Rilancio” del governo, in merito ai precari della ricostruzione.E per il...
L’AQUILA. Nei prossimi decreti qualcosa dovrebbe muoversi, ma per il momento non sono passati gli emendamenti sul decreto “Rilancio” del governo, in merito ai precari della ricostruzione.
E per il segretario generale Confsal (Confederazione generale sindacati autonomi lavoratori) Fabio Frullo, si tratta di «un atto di forte irresponsabilità e arroganza politica, che colpisce la parte più debole del territorio che, invece, si aspettava un percorso di stabilizzazione, già previsto, tra l’altro, dalla legge Madia nelle pubbliche amministrazioni».
Si sta parlando un poco meno di cento lavoratori, impiegati in vari settori. Settori ed enti che senza di loro probabilmente collasserebbero.
«È vero che siamo speranzosi e da notizie non ufficiali la stabilizzazione dovrebbe arrivare con i prossimi decreti, ma non c’è nulla di concreto per ora. I fari sulla ricostruzione pian piano si stanno spegnendo», sostiene Frullo. Che aggiunge: «Non solo gli emendamenti non sono passati nel decreto “Rilancio”, ma sono stati bocciati anche i provvedimenti che prevedevano la proroga dei contratti in scadenza a fine anno, con la naturale conseguenza che il Comune dell’Aquila non potrà far fronte alle spese di questo personale.
«A questo punto Comune dell’Aquila, Usra, Usrc ed Ex Onpi rischiano di rimanere senza una parte fondamentale dei loro uffici», prosegue il segretario Confsal nel suo affondo, «e questo a causa di scelte inconciliabili con il buon senso e con la buona politica. Una decisione incomprensibile, quella di non prevedere la stabilizzazione o la proroga a fine anno dei contratti in essere, che non trova nessuna giustificazione e che di fatto abbandona i lavoratori più deboli al loro destino, ormai segnato. Lavoratori che da 10 anni svolgono un servizio essenziale per la ricostruzione e senza i quali sarebbe oggettivamente impossibile andare avanti in questa città. Insomma, un fallimento su tutta la linea, che viene fatto pagare alle famiglie di un territorio già fortemente penalizzato, se si pensa che sono un centinaio i lavoratori precari che aspettavano un provvedimento chiaro, che permettesse di mettere la parola fine alla loro condizione di perenne precariato».
«Un decreto pieno di aspettative», conclude Frullo, «visto che impegna più di 55 miliardi di euro, ma che non prevede pochi spiccioli per la stabilizzazione o la proroga dei lavoratori precari. Non sono ammissibili neanche le motivazioni addotte che ascrivono la responsabilità a “motivi tecnici”, ovvero alla chiusura dei lavori della commissione Bilancio con la conseguente mancata “bollinatura" della Ragioneria generale dello Stato».
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