Ricostruzione, giornalisti a confronto

Da oggi convegno organizzato dalla federazione italiana settimanali cattolici. Il via previsto alle 16 all’hotel Canadian
L’AQUILA. A un secolo dal devastante terremoto della Marsica, a sei anni dal sisma che ha distrutto L’Aquila e il suo comprensorio, la stampa italiana si dà appuntamento in città. Oltre 180 giornalisti e operatori della comunicazione si confronteranno da oggi sulla ricostruzione dell’Aquila e non solo. E lo faranno in un luogo simbolo, icona di una rinascita fisica e morale che non può prescindere dalla consapevolezza della propria identità e delle proprie radici. Il convegno nazionale “L’Italia da riprogettare e preservare nella storia” è organizzato dalla Federazione italiana settimanali cattolici in collaborazione con l’Unione cattolica stampa italiana, la Conferenza episcopale Abruzzo-Molise e l’Ordine dei giornalisti d’Abruzzo.
Una tre giorni di studi e riflessioni, quella che si apre oggi e si concluderà il 18 aprile, nella sala dell’hotel Canadian, all’Aquila: l’occasione per raccontare eventi e calamità naturali interrogandosi sul ruolo, fondamentale, della comunicazione nel processo di ricostruzione di una realtà. Il confronto verterà, a livello esperienziale e deontologico, sul dovere di cronaca in situazioni che coinvolgono il professionista a livello emotivo e che talvolta lo pongono «dall’altro lato della barricata». Non più semplice spettatore, ma protagonista di quegli stessi, tragici, eventi che è chiamato a raccontare. Laddove l’urgenza e il flusso incontrollato di informazioni rischiano di prendere il sopravvento sull’attendibilità. «Ci accoglie una città che è, per molti versi, simbolo del Paese» afferma monsignor Domenico Pompili, sottosegretario Cei e direttore dell’ufficio nazionale per le Comunicazioni sociali. «Di fronte c’è la sfida della ricostruzione, di una resurrezione che non può prescindere dalla coesione e dalla consapevolezza della propria identità, come non può fare a meno del contributo di tutti, nessuno escluso». Sul tavolo dei relatori si alterneranno nomi importanti del giornalismo italiano. Aprirà i lavori, nel pomeriggio, monsignor Giuseppe Petrocchi, arcivescovo dell’Aquila. A seguire gli interventi del sottosegretario all’Economia con delega alla ricostruzione Paola De Micheli e del sindaco Massimo Cialente. Alla tavola rotonda sulla necessità di “Comunicare per ricostruire” parteciperanno monsignor Pompili, Luigi Vicinanza direttore dell’Espresso e direttore del quotidiano il Centro nei giorni del sisma del 2009 e il caporedattore del Centro Giustino Parisse. Domani, l’appuntamento continua con il racconto del sisma del 2009 direttamente dalle voci di Daniela Senepa, giornalista Rai, Flavio Massari, cineoperatore, Angelo De Nicola del Messaggero e Roberto Grillo, fotografo. Gli aspetti deontologici saranno affrontati da Vincenzo Morgante, del Tgr, Stefano Trasatti, redattore Sociale, e Stefano Pallotta, presidente dell’Ordine dei giornalisti d’Abruzzo. Roberto Zarriello, di New Media e Francesco Paolucci di diceche.com, proporranno una riflessione sulle tragedie viste dai social e anticiperanno l’intervento dei giornalisti di testate cattoliche, Alessia Guerrieri, di Avvenire, Michele Luppi, Il Settimanale-Como e Benedetta Bellocchio. La visita nel centro dell’Aquila, sotto la guida dello storico Raffaele Colapietra, dopo l’intervento di Francesco Occhetta (Civiltà Cattolica), sull’esigenza di “Ricostruire anche la deontologia della narrazione”, occuperà il pomeriggio, che si concluderà con la celebrazione della messa presieduta da monsignor Tommaso Valentinetti, presidente Ceam, nella basilica minore di San Giuseppe Artigiano. Il 18 aprile, il discorso sull’Aquila e sulla Marsica diventerà paradigma di “Un’Italia da riprogettare”. Dopo il saluto del presidente della Regione Luciano D’Alfonso interverranno Francesco Zanotti, presidente della Federazione italiana stampa cattolica, Andrea Melodia, presidente dell’Ucsi ed Enzo Iacopino, presidente dell’Ordine dei giornalisti. Tema centrale del dibattito sarà la stretta relazione che intercorre tra la correttezza dell’informazione e la speranza di ricostruire una realtà economica e sociale, attraverso fede, impegno comune e consapevolezza di appartenere a una stessa identità. Interverranno monsignor Claudio Maria Celli, presidente del Pontificio Consiglio per le comunicazioni sociali e Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto.
Monica Pelliccione
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