Ricostruzione, il Comune controllerà le imprese

6 Giugno 2018

Non basterà più la sola autocertificazione, sono previste verifiche a campione Nel mirino la regolarità dei contratti. Attese misure a tutela dei subappaltatori

L’AQUILA. Controlli serrati sulle ditte che lavorano alla ricostruzione post-sisma.
Ad annunciare un giro di vite è il Comune, che, a partire dal 12 giugno, farà scattare verifiche a campione sulla regolarità dei contratti tra committente e appaltatori.
Non sarà più sufficiente l’autocertificazione prevista per legge. In caso di verifica, l’impresa dovrà fornire tutta la documentazione che attesta la regolarità dei rapporti relativi al contratto di appalto.
Ma questo è solo il primo passo. A breve verrà emanato un secondo atto di indirizzo finalizzato a tutelare le categorie più deboli: subappaltatori, fornitori e, perché no, anche le maestranze. L’amministrazione sta studiando la formula più adatta alle verifiche del caso, ma è certo che le ditte edili che non saranno in regola con i pagamenti ai fornitori o alle maestranze o che, nei casi limite, abbiano vertenze lavorative in corso, rischiano grosso.
I controlli a campione saranno effettuati dall’ufficio tecnico del settore Ricostruzione del Comune e riguarderanno gli appalti privati, in città e nelle frazioni, come stabilito dalla delibera di giunta del 12 maggio scorso, che ha dato attuazione alla legge 125 del 2015, che fissa le disposizioni finalizzate “a migliorare la trasparenza dei processi di rinascita dei centri colpiti dal sisma del 2009.
Oltre alla regolarità dei rapporti tra committenti e appaltatori, i controlli riguarderanno il possesso, da parte di questi ultimi, dei requisiti previsti dalle normative vigenti, compresa l’iscrizione alla white list.
«Un provvedimento importante», lo ha definito il sindaco, Pierluigi Biondi, che ha la delega alla ricostruzione, «che garantisce sia amministratori di condominio, presidenti di consorzio e proprietari, sia le ditte che lavorano seriamente e nel rispetto delle regole». Ed è su quest’ultimo punto che si concentrerà l’attenzione del Comune: i contratti dovranno indicare l’identità dell’impresa, le esperienze pregresse e il fatturato degli ultimi cinque anni, la certificazione antimafia e la regolarità del Durc, i lavori commissionati, le modalità di pagamento del corrispettivo pattuito e i tempi di consegna, oltre alla dichiarazione di voler procedere al subappalto dell’esecuzione dell’opera. Saranno oggetto di un prossimo provvedimento anche subappaltatori, fornitori e lavoratori, per verificarne il regolare pagamento da parte delle imprese, che non devono avere contenziosi o vertenze in atto. (m.p.)
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