Ricostruzione, il monito di Petrocchi

11 Giugno 2019

Il cardinale arcivescovo: «Non si può parlare di San Massimo senza riferirsi alla nostra Cattedrale ancora sfigurata»

L’AQUILA. «Accelerare la ricostruzione adottando regole flessibili e garantendo investimenti adeguati». Lo ha detto l’arcivescovo, cardinale Giuseppe Petrocchi, alla fine dell’omelia pronunciata in occasione della messa stazionale in onore di San Massimo – patrono della città e dell’arcidiocesi – celebrata nella chiesa di Santa Maria del Suffragio conosciuta anche come “Anime Sante”, in piazza Duomo.
Dopo aver dedicato gran parte dei 16 minuti del suo discorso ai Dieci comandamenti e alla figura di San Massimo d’Aveia (che fu martirizzato circa 1800 anni fa nei pressi dell’attuale Fossa) monsignor Petrocchi ha detto: «Permettetemi di concludere con un riferimento alla concretezza della nostra vicenda aquilana, non si può parlare di San Massimo senza riferirsi alla Cattedrale che a dieci anni dalla notte Crocifissa (e qui il cardinale ha calcato la voce e fatto una brevissima pausa) del sei aprile 2009, presenta il suo volto ancora sfigurato dal terribile sfregio che gli ha inferto il terremoto. Vi informo, ma forse lo sapete già, che noi vescovi delle regioni colpite dai terremoti abbiamo incontrato il 3 giugno scorso nella sede della Cei a Roma il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e due giorni dopo, nel seminario di Chieti, come vescovi della Conferenza episcopale abruzzese e molisana, il presidente della Regione Marco Marsilio. A entrambi abbiamo con forza segnalato l’urgenza di accelerare le procedure della ricostruzione post-sismica adottando regole flessibili e garantendo investimenti adeguati. Ci siamo fatti così eco delle parole che Papa Francesco ha pronunciato proprio in occasione del decennale del terremoto dell’Aquila: impegnarsi a ricostruire bene, rapidamente e in modo condiviso sia per quanto riguarda gli edifici pubblici e privati che per quanto riguarda le chiese e le strutture aggregative».
La cerimonia religiosa per la festa di San Massimo è stata preceduta dall’omaggio che l’Arma dei Carabinieri ha voluto rendere alle vittime del sisma del 2009 incontrando anche i familiari. All’iniziativa ha partecipato il generale Carlo Cerrina, comandante della legione carabinieri “Abruzzo e Molise”, che è stato accompagnato dal colonnello Nazareno Santantonio comandante provinciale dei carabinieri. Una bella composizione di fiori portata da due carabinieri in alta uniforme è stata deposta nella cappella della Memoria (alla quale si accede direttamente dalla chiesa del Suffragio) dedicata a chi il sei aprile di 10 anni fa non ce l’ha fatta. Il “silenzio” eseguito con la tromba da un carabiniere ha sottolineato il momento.
Con i vertici dei carabinieri c’erano il prefetto Giuseppe Linardi, il questore Orazio D’Anna, il sindaco Pierluigi Biondi, l’assessore regionale Guido Quintino Liris, alcuni sindaci dell’Aquilano e altre autorità militari e civili.
Ieri sera in piazza Duomo c’è stato anche il concerto della Fanfara della Legione allievi carabinieri di Roma. Il dottor Massimo Cinque, a nome dei familiari delle vittime del sisma, ha ringraziato l’Arma «per il pensiero, la vicinanza e la solidarietà».
Al termine della messa (concelebrata dal nunzio apostolico, monsignor Orlando Antonini, insieme a numerosi sacerdoti della diocesi e animata dal coro giovanile diocesano) è stata ripristinata una tradizione, introdotta nel decennio precedente al terremoto, dell’offerta alla diocesi, da parte dei commercianti del centro storico, di un calice che l’arcivescovo ha “girato” a don Ramon Mangili, parroco di San Giovanni Battista di Pile dove c’è un progetto di costruzione di una nuova chiesa. A consegnare il calice a monsignor Petrocchi sono stati Ugo Mastropietro, presidente del comitato commercianti Centro storico, Celso Cioni, direttore regionale Confcommercio, e Alberto Capretti presidente della Fiva-Confcommercio della provincia dell’Aquila.
Al termine della cerimonia religiosa è partita la processione che ha attraversato le principali vie del centro storico con la statua e la reliquia di San Massimo. Processione animata dal complesso bandistico Città di Paganica. La statua del Santo è stata portata a spalla dai rappresentanti dell’Ordine di Malta.
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