Ricostruzione, il pasticcio delle nomine

22 Maggio 2015

Il capo dell’ufficio Fabrizi indica come consulente Mancurti il quale fece parte della commissione che scelse proprio Fabrizi

L’AQUILA. Ci saranno personalità di spicco come l’ingegnere Aldo Mancurti, nome noto nella ricotruzione dell’Aquila per essere stato capo del Dipartimento per le politiche di sviluppo delle economie territoriali (Diset) e coordinatore della Struttura tecnica di missione per i processi di ricostruzione e da pochi mesi responsabile del cosiddetto «fondo etico» dell’Ance, ma anche personalità del mondo giuridico e accademico di tutta l’Italia.

Nasce con un alto profilo il gruppo di lavoro del Comitato tecnico-giuridico voluto dal dirigente dell’Ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila, Raniero Fabrizi. Un organismo, con funzioni consultive, che rivoluzionerà e affiancherà, a partire dalle prossime due settimane, l’Ufficio speciale – e che probabilmente estenderà la sua fascia di competenza anche a quello del cratere sismico, in quanto le problematiche tra le due ricostruzioni sono ovviamente comuni – per approfondire, valutare e risolvere problemi tecnici, giuridici o amministrativi, risolvendo in sostanza questioni anche contraddittorie che rallentano o bloccano, con ricorsi al Tar e contenziosi, l’iter di approvazione dei progetti. Si tratta di un organo multidisciplinare, nominato il 4 maggio scorso e composto per ora da sette persone (oltre a Mancurti che ne è il coordinatore, ci sono Giuseppe Scarpelli, Filippo Patella, Mario Avagnina, Maurizio Ferrini, Carlo Ricciardi e Camillo Nuti).

«Un gruppo che potrebbe salire anche a un massimo di dieci esperti, che verrà convocato in base alle necessità e che non riceverà alcun compenso, ma soltanto un rimborso spese di 50mila euro all’anno», ha spiegato Fabrizi. Ossia circa mille euro al mese ciascuno. «Si tratta di uno strumento importante per velocizzare l’esame delle pratiche», ha spiegato l’assessore alla Ricostruzione, Pietro Di Stefano, «soprattutto per chiarire situazioni contraddittorie che spesso finiscono in contenziosi o ricorsi al Tar e che intasano gli uffici rallentando la ricostruzione». Un esempio è dato dall’amplificazione sismica. «Ci sono studi», ha aggiunto Fabrizi, «che in qualche modo contrastano con i piani di microzonazione. In tal caso, il ruolo del comitato sarebbe fondamentale per dare una lettura omogenea». Ma a suscitare dubbi sulle nomine c’è un intervento del movimento civico «Appello per L’Aquila». Nel mirino la scelta del coordinatore del gruppo tecnico. In qualità di capo del Diset prima di andare in pensione, Mancurti ha presieduto la commissione incaricata dell’esame dei curricula per la nomina del titolare dell’Usra, «scelta caduta proprio su Fabrizi», ha sottolineato Ettore Di Cesare in una nota. «Quest’ultimo ha nominato a sua volta Mancurti. Mette tristezza la misera logica che risponde al “tu nomina a me che poi io nomino te”». Di Cesare ha parlato di «deriva etica», puntando il dito contro «un modo di procedere quantomeno inopportuno che ormai non si fa scrupolo nemmeno della forma, tanto è manifesta e maldestra la mentalità che sottende a questo modo di agire. Una questione di decenza», per l’esponente di Appello per L’Aquila, che ora vuole sapere «cosa pensa la giunta comunale del metodo delle nomine incrociate. Se queste sono le premesse, siamo preoccupati dalle modalità con cui verrà gestito un ufficio strategico per la ricostruzione».

Marianna Gianforte

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