Ricostruzione In 7 anni prodotti 516 provvedimenti

16 Marzo 2016

Uno ogni 4 giorni, la Corte dei Conti fornisce l’elenco Nel caos normativo la parola chiave è “interpretazione”

L’AQUILA. Chi vuole capire e “studiare” quello che è accaduto all’Aquila e dintorni dall’aprile 2009 al 2015 lasci perdere libri, resoconti affrettati, opinioni in libertà, racconti di personaggi (politici e non) interessati a passare alla storia come i salvatori della patria, siti internet degli enti che sembrano labirinti, e si procuri le 150 pagine di due relazioni (la prima del 2014 e la seconda resa nota all’inizio del mese di marzo) della sezione regionale per l’Abruzzo della Corte dei Conti. In quelle pagine c’è quasi tutto quello che bisogna sapere su come sono stati spesi i soldi per l’emergenza e la ricostruzione, chi li ha stanziati, quando, a cosa sono serviti e chi ha controllato (o non controllato) che venissero spesi bene. Ma non solo.

LE VARIE FASI. C’è tutta la storia delle varie fasi post-sisma: dalla gestione diretta della Protezione civile (fino al 31 gennaio 2010), alla nomina del commissario delegato del governo nella persona dell’allora presidente della giunta regionale Gianni Chiodi (periodo commissariale che vide protagoniste Fintecna, Reluis e Cineas e che si chiuse nel settembre 2012), al passaggio dei poteri agli enti locali che il governo Monti decise di affiancare (in una sorta di equilibrio istituzionale) con due uffici speciali (uno per L’Aquila e un altro per i cosiddetti Comuni minori con sede a Fossa). Nella relazione 2015 da pagina 38 a pagina 70 c’è un elenco di tutte le disposizioni normative che sono state emanate dal 6 aprile del 2009 al 31 dicembre 2015.

I PROVVEDIMENTI. Si tratta di 516 provvedimenti. Se togliamo le domeniche e i giorni festivi significa che in sette anni ce ne è stato uno ogni 4 giorni. Una valanga di norme fra ordinanze del presidente del Consiglio dei ministri; decreti del presidente del Consiglio dei ministri; direttive del presidente del Consiglio dei ministri; decreti del commissario delegato; decreti del capo dipartimento di Protezione civile; comunicati del Consiglio dei ministri; ordinanze e provvedimenti del sindaco dell’Aquila; ordinanze e provvedimenti dei sindaci dei Comuni del cratere; decreti- legge; normativa e provvedimenti del commissario delegato capo dipartimento di Protezione civile, atti e provvedimenti della struttura tecnica di missione; atti e provvedimenti della struttura per la gestione dell’emergenza; atti e provvedimenti del commissario delegato per la ricostruzione; atti e provvedimenti dell’Usra (ufficio speciale L’Aquila), atti e provvedimenti dell’Usrc (ufficio speciale Comuni minori).

LA CORTE DEI CONTI. Una montagna di documentazione che porta la Corte dei Conti a scrivere che l’attività di controllo (e quindi la fissazione dei parametri di riferimento) sulla grande massa di flussi finanziari è stata resa difficoltosa «dalla stratificazione di disposizioni che si è andata formando con il tempo, richiedendo alla Sezione un ingente sforzo di ricognizione della documentazione normativa d’interesse». Per avere un’idea di tali flussi finanziari la Corte dei Conti rileva che per la sola ricostruzione privata dal 2009 al 2015 ai Comuni del cratere sono stati assegnati oltre 800 milioni di euro, al solo comune dell’Aquila una cifra che sfiora i tre miliardi di euro. Il totale delle domande di indennizzo, sempre nella ricostruzione privata sono state 50.974 di cui 29.230 all’Aquila e 21.744 nel resto del cratere e fuori cratere. Sulla gran mole di norme la Corte dei Conti scrive a pagina 29: «La tecnica normativa utilizzata – consistente nella produzione di nuove disposizioni che si aggiungono senza integrarsi armonicamente con quelle previgenti e non abrogate – eleva il livello di complessità interpretativa». Ecco la parola chiave: la ricostruzione dell’Aquila non sta andando avanti con norme certe ma per interpretazioni. Che producono altra documentazione e quindi altra confusione. E chi può e sa ne approfitta per lucrare sulla tragedia.

10/continua

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