Ricostruzione, le censure del «Comitatus»

5 Aprile 2015

Le valutazioni a sei anni dal sisma: «Gestione clientelare delle macerie e sprechi per i puntellamenti»

L’AQUILA. Tanti, troppi gli errori commessi negli ultimi sei anni nella ricostruzione della città. A tirare le somme, alla vigilia della ricorrenza del 6 aprile, è il Comitatus Aquilanus «Cittadinanza attiva», che parla di «una gestione mirata, clientelare e costosa delle macerie e dei puntellamenti, con l’uso illegittimo della ex Teges, che poteva essere recuperata in danno ed è stata, invece, appaltata per 50 milioni, i puntellamenti costati 300 milioni di euro e, l’ulteriore, discarica di Barisciano, con una spesa di 11 milioni». Ma l’elenco «di ciò che è stato erroneamente messo in piedi», fornito nel corso di un seminario organizzato dall’associazione è corposo: si va «dall’evanescente e diseconomico aeroporto dei Parchi, al partitocratico e costoso Piano Case, con i suoi 4500 alloggi, i 38 insediamenti Musp e i 1200 Map, fino alla dispersiva e disastrosa delibera per le case precarie e a tempo, circa 2500 sparse un po’ ovunque, persino in aree a rischio geologico».

Un bilancio tutt’altro che positivo che annovera, tra le falle della ricostruzione aquilana «l’elefantiaca e costosa macchina amministrativa delle strutture speciali di supporto, l’episodica politica di recupero di aggregati eccellenti portata avanti dal commissario Marchetti, mentre l’asse principale del centro storico è ancora ferma, lo stallo completo sul recupero degli alloggi Erp, con tentativi di sostituzione urbanistico-sociale sulle aree baricentriche e appetibili, la creazione di interventi pubblici in area a rischio, come la nuova sede del Comune, il centro polivalente a Camarda, il contenitore sportivo a Campo di Pile, oltre alla permanenza degli alunni nei precari e costosi Musp, senza un parallelo programma di ricostruzione delle scuole, alla gestione amicale degli alloggi Case e Map e al dilagare della criminalità sui fondi della ricostruzione».

Cittadinanza attiva evidenzia la necessità «di escludere qualsiasi ulteriore consumo di suolo», e pone l’accento «su tutela dell’ambiente, consolidamento del polo chimico-sanitario e dell’Università, sviluppo del turismo diffuso, un piano organico per le energie alternative, escluse le biomasse, e la opportuna, «riqualificazione urbana».

Infine, l’appello al Comune dell’Aquila, «affinché l’ente proceda al recupero dell’asse centrale del centro storico, accelerando l’intervento del cunicolo intelligente e concentrando su di esso gran parte dei finanziamenti e delle istruttorie».

Monica Pelliccione

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