Ricostruzione, nuovo allarme Frattale (Ance): lo Stato non paga
L’appello: «Stiamo vivendo il momento peggiore dal terremoto, le Istituzioni devono mobilitarsi» Critiche a Scoppola (Beni culturali): «A fronte di oltre 600 fatture ne ha liquidate pochissime»
L’AQUILA. «Stiamo attraversando il momento più nero dal sisma». Gianni Frattale, presidente dell’Ance, parla della ricostruzione, sia pubblica che privata, e disegna un quadro a tinte fosche. Partendo da un dato di fatto: le imprese non vengono pagate, nonostante ci siano centinaia di fatture pronte, che devono essere solo firmate. Il presidente dei costruttori indica anche il responsabile: Francesco Scoppola, direttore regionale provvisorio dei Beni culturali. Sul fronte privato, pesano l’assenza di una guida dell’ufficio speciale per la ricostruzione e di un interlocutore tra governo e territorio. Intanto, domani un gruppo di imprenditori che opera nel settore della ricostruzione protesterà davanti alla sede del Mibac, a Villa Gioia. Non si tratta però di una manifestazione promossa dall’Ance. E non sono servite le rassicurazioni del ministro Dario Franceschini, durante la sua recente visita a Santo Stefano Di Sessanio: l’immobilismo nel pagamento dei Sal, gli stati di avanzamento dei lavori, che va avanti ormai da otto mesi, sta danneggiando gravemente le imprese: «Purtroppo viviamo il periodo peggiore», sottolinea Frattale, «da quando c’è stato il terremoto. I problemi della ricostruzione pubblica si sommano a quelli della privata. La sofferenza delle imprese è sotto gli occhi di tutti. Ma chi deve assumersi le proprie responsabilità non lo fa». Frattale non è tenero, nei confronti di Scoppola, che da due mesi ha assunto l’incarico di direttore del Mibac. Incarico che deve lasciare già a fine novembre. Nel frattempo, nonostante sia affiancato da due ispettori, avrebbe liquidato solo una quindicina di Sal, a fronte di mandati di pagamento per circa 600 fatture, già definiti e che hanno bisogno solo di una firma. La cifra avanzata dalle imprese si aggira tra i 10 e i 12 milioni di euro. «Scoppola», dice Frattale, «è arrivato all’Aquila e si è impegnato, fin dal primo giorno, a firmare i Sal. Ma finora non l’ha fatto. Mi chiedo cosa sia venuto a fare, visto che a fine mese il suo mandato scade. Ha bloccato tutto. E non si tratta solo dei pagamenti alle ditte. In questo momento è congelato anche il cronoprogramma dei lavori, con 70/80 milioni che erano già pronti per essere spesi. Non possono essere espletate le gare d’appalto. Eppure deve solo firmare gli stati di avanzamento fissati dai tecnici, non assumersi la responsabilità degli atti. Perché non la fa? O ha ricevuto input ben precisi», sottolinea Frattale, «oppure è un irresponsabile». «Se nulla cambierà la paralisi diventerà totale», conclude Frattale, «visto che anche sul fronte della ricostruzione privata siamo senza il responsabile dell’ufficio speciale e senza un rappresentante istituzionale che faccia da tramite con il governo».
Romana Scopano
©RIPRODUZIONE RISERVATA

