Ricostruzione, per l’Idv troppi ritardi e storture

Presentata un’interrogazione parlamentare sulla gestione del Progetto Case De Santis: dalla Protezione civile abbiamo ereditato una vera e propria ipoteca
L’AQUILA. Legalità, lotta alla corruzione, giustizia sociale e ricostruzione. Sono queste le priorità dell’Italia dei valori per L’Aquila città che si avvicina al sesto anniversario dal terremoto del 2009, «avendo a che fare costantemente con le lentezze della burocrazia, i silenzi del governo centrale – interessato spesso più ai bilanci che alla rinascita di un intero territorio – e le mani tentacolari delle mafie che troppo facilmente trovano sponda nelle comunità locali».
A ribadirlo è stato ieri il segretario nazionale dell’Idv Ignazio Messina, arrivato in città, nella sede del partito in corso Federico II, per presentare ufficialmente la nuova segreteria regionale. In occasione del quinto congresso regionale, sabato scorso è stato eletto nuovo segretario Lelio De Santis, assessore comunale al Bilancio, con mozione unitaria. Si è conclusa, così, la fase commissariale del partito guidata dal giovane Luciano Pisanello e avviata una decina di mesi fa dopo le dimissioni di Alfonso Mascitelli. Messina ha sottolineato l’interesse del partito nazionale nei confronti della città da ricostruire, ricordando l’istituzione, nel 2014, del «presidio della legalità, baluardo contro le infiltrazioni mafiose nella ricostruzione». Non solo: l’Idv ha anche presentato alla Camera (e lo farà presto anche al Senato) due interrogazioni parlamentari. Una sulla gestione e la manutenzione del patrimonio edilizio post-sisma, «in quanto riteniamo inaccettabile che questi alloggi», ha spiegato Messina, «siano stato costruiti male e a un costo così elevato, con problemi e difetti che spuntano in serie». Una «stortura» anche per De Santis, che rincara: «Abbiamo ereditato dalla Protezione civile una vera e propria ipoteca», ha detto, «un patrimonio immobiliare molto complesso da gestire e oneroso per le casse del Comune, che ha già tante difficoltà conseguenti al sisma, come le minori entrate dovute alle tasse. Dunque, dovremmo far scontare questo costo ai cittadini?», ha chiesto De Santis. «Non esiste proprio...». Altra interrogazione presentata alla Camera dall’Idv riguarda, invece, i fondi Cipe per la ricostruzione privata: «Oltre 200 milioni di euro che non è possibile ci siano voluti otto mesi per averli», ha tuonato De Santis. «Si tratta delle risorse destinate ai lavori del decimo e undicesimo elenco, non ancora arrivate».
«È assurdo il fatto che molti cittadini», ha spiegato Messina, «abbiano stipulato dei contratti preliminari di vendita per l’acquisto di abitazioni sostitutive e che, non avendo a disposizione i fondi, abbiano poi perso la caparra».
Marianna Gianforte
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