Ricostruzione post-sisma al via lavori per 1,7 milioni

Si tratta del recupero di uno degli aggregati più grandi di Pratola Peligna Il sindaco Di Nino: risultato frutto anche del potenziamento degli uffici tecnici
PRATOLA PELIGNA. Al via i lavori per la ricostruzione post-sisma di uno degli aggregati più grandi di Pratola Peligna. Gli interventi che interessano un complesso di edifici posti nel centro storico del comune peligno si avvalgono del finanziamento di 1,7 milioni di euro. Soldi che aprono la fase della ricostruzione e che derivano da una seconda richiesta di finanziamento pari a oltre 3,4 milioni di euro. «Stiamo lavorando per recuperare il tempo perso e per migliorare le attività necessarie per ottenere i finanziamenti dovuti», ha detto il sindaco Antonella Di Nino. «Insieme all’Ufficio speciale per la ricostruzione di Fossa, i cui tecnici sono in contatto con quelli dell’ufficio sisma creato nel Comune e animato dai professionisti Stefano Montoneri e Laura Fontana, stiamo portando avanti tutta una serie di atti per recuperare le ferite del terremoto nel nostro tessuto urbano».
Il finanziamento da poco approvato dall’Ufficio speciale per la ricostruzione di Fossa e destinato al Comune di Pratola, fa parte di una serie di fondi arrivati negli ultimi tempi. Solo nel mese scorso sono stati assegnati altri 681mila euro per la riqualificazione di una serie di immobili sempre nel centro storico.
«Subito dopo il nostro insediamento», ha aggiunto il sindaco, «abbiamo proceduto a potenziare l’Ufficio sisma e abbiamo avviato una serie di monitoraggi su aggregati, consorzi e richieste di autonoma sistemazione. Un lavoro certosino che ora comincia a dare i propri frutti. In particolare, proprio la rilevazione fatte sulle condizioni degli aggregati, ha portato a una prima indagine durante la quale sono stati messe in evidenza le varie criticità che non consentivano l’avvio dei lavori. Poi, sono scattati i commissariamenti di una parte degli aggregati che non si erano costituiti in consorzio e ulteriori richieste sono state inviate agli uffici competenti per la ricostruzione. Al momento il centro della Valle Peligna che non rientra nel cosiddetto cratere sismico ospita circa 18 aggregati. Quest’ultimi si trovano sia nel centro storico che nelle zone periferiche. Una volta ultimati tutti i lavori», ha concluso Di Nino, «per questa fetta degli immobili di Pratola ci sarà una decisa riqualificazione, ma stiamo pagando il ritardo accumulato nel corso degli anni immediatamente successivi al terremoto. Inoltre, a Pratola anche il sisma del Centro Italia ha causato danni come quelli che hanno portato alla chiusura del santuario della Madonna della Libera riaperto di recente. Diversa la sorte della chiesa di San Rocco che è ancora chiusa per i danni subiti nel 2009».
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