Ricostruzione post-sisma, luci e ombre

A Onna presentato il libro di Parisse con Luigi Vicinanza, l’assessore Di Stefano e Spinella
ONNA. Le immagini della notissima commedia napoletana di Eduardo Scarpetta, "Miseria e nobiltà", titolo scelto anche da Giustino Parisse, caporedattore del quotidiano il Centro, per il suo ultimo libro hanno dato il via a una serata di ricostruzione e memoria. Di analisi degli errori compiuti e di prospettive future per la città e il territorio colpiti dal sisma del 2009. A Onna sono arrivati in tantissimi, amici, colleghi, amministratori, autorità – e chi non ha potuto ha inviato un sentito messaggio – per partecipare alla presentazione di "Miseria e nobiltà. Controstoria della ricostruzione dell’Aquila", il volume scritto da Parisse, arricchito dalle vignette di Gianluigi Scimia, alias Spinella. Una raccolta di articoli pubblicati sul quotidiano il Centro da gennaio a giugno 2016. I soldi della ricostruzione, la smania di avere più di quanto dovuto, di tirar fuori qualcosa di meglio dalla tragedia del terremoto, che per molti si è trasformata «in una ghiotta opportunità» le riunioni condominiali con i commensali riuniti famelici intorno a quel lauto piatto che rappresenta il pacchetto dei finanziamenti della ricostruzione aquilana. C’è questo, e molto altro ancora, nel libro di Parisse, che si chiude con le toccanti lettere che, ogni anno, in occasione del 6 aprile Giustino scrive ai suoi figli, Domenico e Maria Paola, che hanno perso la vita nella tragica notte del 6 aprile. Nel corso dell’incontro, che ha visto la partecipazione dell’ex direttore del Centro e dell’Espresso, Luigi Vicinanza, e dell’assessore comunale alla Ricostruzione, Piero Di Stefano, è stata fatta una lunga disamina su quel dedalo di ordinanze, leggi e leggine «da cui i più furbi hanno tratto vantaggio», ha detto Parisse, «lasciando ai più ingenui sono le briciole». «Titolai il giornale del 7 aprile 2009 con la frase "Fare presto"» ha ricordato Vicinanza «un impegno comune, tanto dei cronisti, quanto dell'Italia accorsa al capezzale dell’Aquila e degli amministratori locali. Purtroppo, a distanza di sette anni, devo dire che non è stato così». Come nelle parole di Ignazio Silone, tratte da "Uscita di sicurezza", che fanno da prefazione al libro: «Passata la paura, la disgrazia collettiva si trasformava in occasione di più larghe ingiustizie». Anche per L’Aquila, sembra essere così. Brani del libro sono stati letti da Tiziana Gioia.
Monica Pelliccione
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