Ricostruzione privata, il tempo è scaduto

L’ultima pratica per ottenere i contributi inviata alle 23.17. Sono quasi 30mila le domande complessive fatte dal 2009
L’AQUILA. L’ultima pratica è stata inviata (via email) alle 23.17 della notte fra giovedì 30 settembre e venerdì 1° ottobre. La scadenza era fissata a mezzanotte. Nell’ultimo giorno sono state una cinquantina i “carteggi” presentati all’Ufficio speciale dell’Aquila. Cento nell’ultimo mese, cioè settembre. Numeri che danno il senso di una vera e propria corsa alla presentazione delle richieste di contributo per la ricostruzione privata. Da ieri chi è dentro è dentro e chi è fuori è fuori.
DATA STORICA
Quella del 30 settembre 2021 resterà nella vicenda del post sisma una data storica. Dal decreto legge (poi diventato legge) del governo guidato da Silvio Berlusconi che nell’aprile 2009 dava gli indirizzi sulla ricostruzione dell’Aquila e frazioni sono passati quasi 12 anni e mezzo. Da allora è stato un percorso a ostacoli fra leggi, decreti, ordinanze, regolamenti. Una produzione legislativa sterminata che ebbe un primo punto fermo con la legge Barca del 2012 che istituì gli Uffici speciali che divennero operativi nei primi mesi del 2013.
GLI ULTIMI DATI
I dati al 30 settembre, dell’Ufficio speciale dell’Aquila (Usra) diretto da Salvo Provenzano, raccontano che dal 2009 le pratiche presentate dai privati sfiorano le 30.000 (29.752), ne sono state istruite 28.908 (di cui oltre 3.000 annullate o archiviate per mancanza di requisiti). Ne restano da istruire 844, a cui vanno aggiunte quelle (una cinquantina appunto) arrivate nell’ultimo giorno utile. Negli uffici dell’Usra sono ore frenetiche. Non è detto infatti che tutte le pratiche arrivate sul filo di lana saranno ammesse.
L’AVVISO
Nell’avviso pubblicato sin da aprile 2021 in cui si rendeva nota la scadenza del 30 settembre (scadenza decisa con una legge del parlamento nel dicembre 2020) era stato allegato “l’elenco degli elaborati per la presentazione del progetto parte prima (scheda parametrica)” fra cui “il rilievo delle unità strutturali; relazione descrittiva sull’edificio contenente: descrizione degli eventuali elementi di interesse paesaggistico, pregio e vincolo diretto; descrizione dello stato di fatto, del comportamento strutturale e analisi del danno, analisi storico critica per gli edifici vincolati, documentazione fotografica; e poi titoli di proprietà e atto costitutivo del Consorzio, domanda per la richiesta dell’indennizzo da parte del rappresentante legale, consenso del proprietario o dell’assemblea del Consorzio alla presentazione del progetto e altro ancora”. Se ad esempio il Consorzio non è stato costituito entro il 30 settembre – anche se la pratica è stata presentata in tempo – non verrà presa in considerazione.
TECNICI AL LAVORO
I tecnici Usra stanno lavorando più alacremente del solito per stabilire o meno l’ammissibilità. Solo dopo sarà possibile, caso per caso, chiedere delle integrazioni che però, da quanto trapela, andranno fornite nel giro di pochissimi giorni se no salta tutto. Stabilito il numero delle pratiche può partire il conto alla rovescia che potrebbe concludersi nel giro di mesi, o al massimo un anno e mezzo.
MILIARDI DI EURO
Finora per la ricostruzione privata sono stati chiesti oltre 8 miliardi di euro, ne sono stati concessi poco più di 6 e c’è una previsione di spesa di oltre un miliardo rispetto agli “importi richiesti ancora da istruire”. Va poi considerata la ricostruzione pubblica e altre questioni solo apparentemente minori. Insomma, la strada percorsa è a buon punto ma è ancora lunga.
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