Ricostruzione pubblica Cantieri in ritardo

Cialente accusa: gli appalti si trascinano per anni tra incarichi, gare e ricorsi Per la scuola elementare di Arischia sono state necessarie quattro procedure
L’AQUILA. Una periferia completata al 95 per cento. Un centro storico che sta rinascendo, per il 20 per cento già ristrutturato o con cantieri in corso. La grande macchina della ricostruzione sembra aver ingranato la marcia, ma a più di sette anni dal devastante sisma del 2009, ciò che preoccupa sono gli edifici pubblici. Le sedi di enti e associazioni, i cui appalti vengono gestiti dalla Sovrintendenza ai beni archittettonici e paesaggistici e dal Provveditorato alle opere pubbliche. «Ritardi inaccettabili«, quelli denunciati dal sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, che dalla trasmissione Omnibus, su La7, ha portato alla ribalta nazionale il tema «di una ricostruzione a metà».
I NUMERI. «Stiamo rimettendo in piedi la città, i soldi finalmente ci sono: la dimostrazione che, dopo una catastrofe di tali proporzioni, è possibile riedificare in tutta sicurezza». Così Cialente, che ha rilanciato il modello L’Aquila, come esempio di buone pratiche. «Il 95 per cento delle abitazioni situate in periferia è stato ricostruito, dopo il sisma, consentendo il rientro a casa di 44mila persone», dice il sindaco, «dati che fanno riferimento allo scorso anno e che sono in aggiornamento. Per quanto riguarda il centro storico, il 20 per cento degli edifici è stato ristrutturato o è attualmente oggetto di intervento. Come si evince da queste indicazioni la ricostruzione privata, alimentata con fondi pubblici, dopo un primo periodo in cui si è stentato a partire, finalmente è decollata».
RICOSTRUZIONE PUBBLICA. Il vero problema, secondo Cialente, riguarda il capitolo della ricostruzione pubblica. Tutti quegli stabilii, decine nel solo centro storico, sedi di enti e di associazioni, che richiedono una gara pubblica «con appalti», fa notare il sindaco, «che si trascinano per anni, tra affidamenti di incarichi, gare e ricorsi». Gli esempi sono sotto gli occhi di tutti. Molte chiese, le scuole, l’aggregato che affaccia su corso Vittorio Emanuele e che comprende l’ex Liceo Classico, la Biblioteca provinciale, il Convitto e la Camera di commercio dell’Aquila. «Siamo ancora alla progettazione», afferma Cialente, «quella degli appalti pubblici, nel caso della ricostruzione post-sisma, è una norma da rivedere e snellire, pur mantenendo i capisaldi della legalità e del controllo minuzioso. Non possono passare anni per espletare un gara di appalto. Per la scuola elementare di Arischia abbiamo dovuto effettuare quattro procedure di gara. Si corre il rischio di viaggiare a due velocità».
PALAZZO MARGHERITA. Tempi lunghi anche per la ristrutturazione di palazzo Margherita, ex sede del Comune. Lunedì, alle 11, è prevista finalmente la cerimonia della posa della prima pietra del cantiere, il cui intervento è stato finanziato in parte della Bcc Roma e da Federcasse, con una donazione complessiva di 5 milioni di euro.
PROGETTISTI. L’altro freno alla ricostruzione è dato, secondo Cialente, dagli eccessivi incarichi assunti dai progettisti. «La ricostruzione in periferia ha consentito un risparmio di circa 500 milioni di euro su 5 miliardi erogati», conclude, «la forbice tra quanto chiesto da cittadini e tecnici e quanto realmente concesso».
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