Ricostruzione, rischio caos negli uffici del Genio civile

Una nuova norma antisismica impone l’esame dettagliato dei progetti ma non c’è il personale per far fronte all’aumento della mole di lavoro
L’AQUILA. Nasce con l'obiettivo di ridurre il rischio sismico, ma la legge regionale 28 del 2011, entrata in vigore dopo l'ennesima proroga, potrebbe rivelarsi la pietra tombale della ricostruzione. Ancora 20 giorni di tempo, prima che gli uffici del genio civile piombino nel caos, vista la mole di lavoro che si riverserà sui tecnici, chiamati a controllare la rispondenza dei progetti alle norme antisismiche. Finora la ricostruzione è andata avanti con il cosiddetto regime semplificato del deposito sismico; ora, invece, si passa al regime autorizzatorio. Per le zone a sismicità media e alta significa che non si potrà rilasciare alcuna concessione a costruire (o ricostruire), senza che il genio civile abbia detto sì a ogni singolo progetto. Fino a pochi giorni fa, invece, venivano svolti controlli a campione sul 30% degli elaborati presentati. La norma, nelle intenzioni del legislatore, era nata per tutelare la pubblica incolumità e migliorare le azioni volte alla prevenzione e alla riduzione del rischio sismico. In cinque anni nessuna delle previsioni di legge è stata attuata, compresa la creazione di un sistema integrato che consentisse la gestione informatica delle pratiche sismiche e la predisposizione di banche dati. «Sono seriamente preoccupato» afferma l'assessore alla ricostruzione, Pietro Di Stefano «prima di poter autorizzare un progetto ci vorrà qualcuno che lo studi dall'inizio alla fine. Per fare questo ci vogliono le persone, tante, e devono essere anche preparate. Tutto questo rischia di tradursi in un doppio danno. Il primo è quello degli inevitabili ritardi nel rilascio del titolo edilizio, il secondo si riferisce alla spesa. Certo, perché significa che avremo meno progetti autorizzati, meno progetti finanziati, e minori trasferimenti negli anni futuri. La Regione si doveva attrezzare, incrementando gli organici e facendo formazione. Oggi, invece, siamo all'anno zero. Mi sono sgolato, nelle sedi opportune, per far capire tutto questo, e spero che non succeda quello che temo. Purtroppo ho visto tanta sciatteria». Anche il presidente dell'Ordine degli ingegneri, Elio Masciovecchio esprime perplessità. «Per la nostra categoria – afferma – non cambierà niente, perché il progetto doveva e deve essere fatto bene, e il progettista continuerà ad assumersene la responsabilità. Il problema investe i cittadini, che hanno sempre 24 mesi per completare i lavori. Se i tempi si allungano perché il genio civile non rilascia le autorizzazioni, sarà un problema serio. Sono passati cinque anni dall'approvazione della legge 28, ma non ci risulta che la Regione si sia dotata del software unico o della mappa digitale del territorio. Cerchiamo di essere fiduciosi, anche se sono sicuro che da qui a venti giorni avremo gli uffici del genio civile bloccati». Anche per Gianni Frattale, presidente dell'Ance, occorre trovare una soluzione, altrimenti, dice «si va alla paralisi totale. Ho avuto un incontro con il governatore, ma il problema è sempre quello della mancanza personale. Il paradosso è rappresentato dal fatto che i soldi per ricostruire ci sono, ma non potranno essere spesi».

