Ricostruzione, scontro sindacati-lavoratori

28 Luglio 2018

Un gruppo di dipendenti degli ex Utr attacca la Uil, che si difende: «Siamo a disposizione di tutti»

L’AQUILA. Si accende la vertenza dei lavoratori della ricostruzione, assunti con il concorsone 2013. Dopo lo sciopero di mercoledì scorso, e l’incontro a Roma con la senatrice pentastellata Gabriella Di Girolamo, i sindacati annunciano una nuova fase di mobilitazione. Sia la Cgil sia la Uil si preparano a convocare assemblee nelle prossime settimane, per richiamare l’attenzione sullo strano caso dei vincitori del concorso Ripam, con contratti a tempo indeterminato, ma che rischiano di rimanere senza posto nel 2023. Ad aggravare la situazione di incertezza, anche la recente soppressione degli Utr, gli uffici territoriali per la ricostruzione. Intanto, però, un gruppo di lavoratori si dissocia dalle dichiarazioni dei rappresentanti della Uil e il sindacato a sua volta respinge le accuse di strumentalizzazione. Dopo un comunicato stampa congiunto di Fp-Cgil, Uil-Fpl e l’Usb P.I. enti locali, in cui si sottolineava la partecipazione pressoché totale allo sciopero del 25, la Cgil ha parlato di un percorso di mobilitazione generale, fino allo sciopero di tutto il personale, «per riaccendere i riflettori su una problematica», hanno affermato il segretario provinciale della Cgil Umberto Trasatti e il segretario della Fp-Cgil Francesco Marrelli, «che richiede immediate soluzioni finalizzate a riportare all’ordinarietà contrattuale tutti i lavoratori, che continuano a chiedere certezza e garanzia per il futuro».
Anche la Uil ha anticipato un nuovo sciopero per settembre, «se l’interlocuzione sulle scadenze contrattuali con il governo e le istituzioni locali non sarà proficua. Le richieste sono molteplici», hanno scritto il segretario provinciale della Uil-Fpl Antonio Ginnetti e il responsabile delle autonomie locali Daniele Mingroni, «prima tra tutte quella di tornare all’ordinarietà contrattuale, con il riconoscimento di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, per poi trovare le risorse per l’applicazione della legge Madia per i processi di stabilizzazione dei precari e infine ripartire con le contrattazioni con gli enti per i lavoratori storici». Da qui la presa di posizione dei dipendenti degli ex Utr: «Denunciamo le numerose inesattezze riportate nel comunicato della Uil, a partire dall’annuncio di una mobilitazione generale tra poco più di un mese anche a nome del personale impiegato negli ex Utr dei quali la sigla Uil non risulta minimamente rappresentativa». Il sindacato ha quindi ribadito di «essere a disposizione di tutti i lavoratori».
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