Ricostruzione scuole aquilane, lavori al palo

14 Aprile 2016

Il presidente della Provincia: «Situazione paradossale». Da decidere le sorti di “Cotugno” e Ipsiasar

L’AQUILA. Mentre la ricostruzione degli istituti scolastici della Provincia procede dentro e fuori il cratere sismico, resta ancora ferma quella delle scuole dell’Aquila. «Un paradosso», come lo ha definito il presidente della Provincia, Antonio De Crescentiis, parlando ai senatori della commissione Ambiente del Senato, dove è stato ascoltato nell'ambito delle audizioni propedeutiche all'apertura di una commissione d'inchiesta sulla “vicenda L'Aquila”. Tutto ancora da decidere sulla ricostruzione dell’Ipsiasar (prima del sisma a Valle Pretara) e del Liceo “ Cotugno” (a Palazzo Quinzi). Le due scuole sono rimaste fuori dai finanziamenti, perché nei decreti emanati dall’allora commissario alla ricostruzione, Gianni Chiodi, vennero escluse dal piano di recupero. Da allora nulla è cambiato, fino all’arrivo della nuova giunta provinciale e allo sblocco, nel 2014, dei fondi statali della ricostruzione ad essa assegnati. «Per il Cotugno sono in corso incontri con la scuola per decidere quale sarà il suo futuro», ha spiegato De Crescentiis, «e capire se c’è l’intenzione dopo tanti anni, e come noi vorremmo, di tornare in centro». Da recuperare anche la sede della Biblioteca provinciale sotto i portici dei Quattro Cantoni. L’Ipsiasar è una delle scuole superiori dell’Aquila che rientrano in un ragionamento avviato dall’amministrazione comunale sulla realizzazione di un polo scolastico nell’ex Caserma Rossi, dove potrebbero essere collocati anche il conservatorio “Casella” (ora in località Acquasanta) e l’Istituto artistico (in via Leonardo Da Vinci). Si tratta, però, soltanto di ipotesi non ancora concretizzate. «Noi vogliamo continuare ad avere un tavolo con la Provincia per stabilire un programma di razionalizzazione degli spazi dedicati agli istituti superiori», ha commentato l’assessore alla Ricostruzione, Pietro Di Stefano. Tra le altre opere che la Provincia si appresta ad avviare, ci sono anche il recupero dell’edificio della sede centrale dell’ente nell’aggregato di Sant’Agostino (15,6 milioni) e il palazzo del Governo, simbolo del sisma.(m.g.)

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