Ricostruzione senza guida E le pratiche si fermano

Fabrizi designato alla Struttura tecnica di missione, ma manca la nomina per l’Usrc L’Ance: siamo al collasso. L’Api: nel decennale del sisma il governo stia a casa
L’AQUILA. Una nomina sul filo di lana, nell'ultimo giorno utile. Raniero Fabrizi, fino a ieri titolare ad interim dell'Ufficio speciale per la ricostruzione dei comuni del cratere, è stato designato responsabile della Struttura tecnica di missione, in sostituzione di Giampiero Marchesi.
L’incarico, fino a giugno 2019, porta la firma del sottosegretario alla Presidenza del consiglio dei ministri, Giancarlo Giorgetti. Resta scoperta, invece, la guida dell'Usrc dove, dopo la scadenza del contratto di Fabrizi, non c’è più nessuno a firmare le pratiche. Niente approvazione di nuovi progetti. Niente pagamento Sal (stato di avanzamento lavori) alle imprese.
«La ricostruzione nel cratere 2009 è ufficialmente ferma», dichiara il presidente dell'Ance della provincia dell’Aquila, Adolfo Cicchetti. La protesta non si placa, nonostante le rassicurazioni del sottosegretario con delega alla Ricostruzione, Gianluca Vacca che, in una nota, ha dato notizia della nomina di Fabrizi assicurando «di essere in continuo contatto con la Presidenza del Consiglio per le questioni riguardanti la ricostruzione».
Ma la mobilitazione è dietro l’angolo, con le associazioni di categoria e i sindacati pronti a scendere in piazza.
«Si ha la percezione di essere tornati all’anno zero», l’amaro commento di Cicchetti. Il direttore dell’Api, Massimiliano Mari Fiamma, chiama in causa il sindaco, Pierluigi Biondi: «Nella programmazione del decennale del sisma, deve prevedere il divieto di partecipazione a qualsiasi rappresentante del governo».
NIENTE SOLDI. Senza “testa”, verrà meno automaticamente l’operatività dell’Usrc.
«Non ci sarà nessuno a firmare le pratiche, né i progetti. La ricostruzione verrà congelata», avverte Cicchetti, che oltre alle ripercussioni negative sulle imprese, ha fatto notare come «a soffrirne sarà anche l’indotto. Benché i rapporti contrattuali debbano essere onorati, è chiaro che il blocco dei Sal alle ditte edili si riverberà su tutto l’indotto».
SARÀ MOBILITAZIONE. «Se questa situazione dovesse perdurare», avverte Cicchetti, «andremo a una mobilitazione di massa. Il sisma del 2009 non può e non deve diventare una tragedia che passa in secondo piano, c’è ancora moltissimo da fare. Da parte del governo, non c’è un’adeguata percezione della situazione».
Sono 647 i cantieri attivi nei comuni del cratere, per i quali sono in corso i pagamenti dei Sal, per oltre 1 miliardo e 571 milioni di contributi concessi.
DECENNALE SENZA GOVERNO. Durissima la presa di posizione di Mari Fiammma che invita Biondi «a tenere lontani i rappresentanti del governo dalle manifestazioni del decennale del sisma» e il presidente vicario della Regione, Giovanni Lolli, «a convocare il tavolo della ricostruzione davanti alla prefettura».
Una forma di protesta plateale «contro il Governo del non fare, che sta distruggendo L’Aquila con un inaudito disinteresse sulla ricostruzione», incalza Mari Fiamma, che avverte: «Le aziende impegnate nei lavori post- sisma, che hanno sottoscritto contratti in cui si specificano anche i tempi della riconsegna, non potranno onorare i pagamenti dei lavoratori, dei subappaltatori e dei fornitori, provocando a catena una disastro economico dal quale sarà difficile venire fuori senza un bagno di sangue».
Per Fabrizio Di Stefano, di Forza Italia, «è necessario nominare subito , puntando al merito, il responsabile dell’Usrc per garantire continuità alla ricostruzione».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

