Ricostruzione, tutto in un clic con i dati del portale rinnovato

Open Data è un progetto del centro informatico del Gssi Zona per zona è possibile tracciare lo stato degli interventi
L’AQUILA. Tutta la ricostruzione privata e pubblica dell’Aquila e del cratere sismico del 2009 in un portale multimediale, rinnovato e aggiornato (versione 2.0), basato sulla georeferenziazione (associazione delle coordinate geografiche a un’immagine o a un altro documento per visualizzare su una mappa la località ripresa nell'immagine oppure il luogo a cui il documento fa riferimento) dei territori. Il portale si chiama “Open Data Ricostruzione” ed è un progetto del Center of Informatics and Modeling (Cuim) del Gran Sasso Science Institute (Gssi).
BANCA DATI. Si tratta, in sostanza, di una ricca banca dati ideata con l’obiettivo di rendere disponibile, trasparente e accessibile su un’unica piattaforma tutti i numeri e le informazioni riguardanti la ricostruzione post-sisma 2009. La prima versione del portale fu lanciata nel 2016. Da qualche giorno è online la versione 2.0, nella quale è stato svolto un lavoro di aggiornamento in termini di catalogazione, pulitura e riconciliazione dei dati, oltre che di arricchimento di diverse funzionalità. «La novità principale del nuovo Open Data Ricostruzione», scrive sul suo sito il Gssi, «è la mappatura attraverso la georeferenziazione: l’utente può navigare facilmente sulle mappe del territorio o dei territori interessati, passando dalla conoscenza della dimensione micro dello specifico intervento, a quella intermedia dell’area di riferimento in cui è stato compreso, fino a quella macro del Comune o dell’intero cratere sismico. Si può dunque confrontare lo stato della ricostruzione dell’Aquila con i comuni del cratere, ma anche quello, ad esempio, dei quarti di San Pietro e di Santa Giusta o di due frazioni del capoluogo abruzzese. Zona per zona, intervento per intervento, è possibile accedere a dati, statistiche e informazioni per analizzare lo stato della ricostruzione pubblica e privata.
I DATI. Si scopre così che dei 12,8 miliardi richiesti allo Stato negli ultimi 11 anni, 12,2 sono stati finanziati. Di questi, 7,1 miliardi sono stati erogati. Nel territorio comunale dell’Aquila, il “completamento” degli interventi (ossia il rapporto tra il totale dei fondi erogati e il totale dei fondi finanziati) è al 67%. Oltre ai singoli importi richiesti e all’andamento della ricostruzione negli anni, su Open Data Ricostruzione sono facilmente accessibili le informazioni sugli interventi di demolizione e ricostruzione, i cosiddetti alloggi equivalenti all’Aquila, le aziende che hanno preso più lavori, i lavoratori, i richiedenti e la “classifica” dei professionisti impegnati nella ricostruzione, oltre che i soggetti attuatori protagonisti della ricostruzione degli edifici di proprietà pubblica. Infine, rispetto alla versione 1.0, è stata mantenuta la sezione relativa all’emergenza, che ha visto l’erogazione di fondi nei primi anni successivi al terremoto. Tutti i dati sono disponibili nel formato open data, e accessibili al cittadino, agli addetti ai lavori e alle pubbliche amministrazioni”. Open Data Ricostruzione è realizzato in collaborazione con il Comune, l’Università, gli uffici speciali per la ricostruzione dell’Aquila e del Cratere (Usra e Usrc) e con il contributo di Openpolis e Actionaid Italia International Onlus.
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