Ricostruzione, un libro sul recupero degli edifici

27 Giugno 2014

L’AQUILA. Il professor Giuseppe Carraro Moda (che tra i suoi tanti incarichi in carriera ha avuto anche quello di docente di Estimo nell’Università dell’Aquila) ha pubblicato il volume «Recupero...

L’AQUILA. Il professor Giuseppe Carraro Moda (che tra i suoi tanti incarichi in carriera ha avuto anche quello di docente di Estimo nell’Università dell’Aquila) ha pubblicato il volume «Recupero degli edifici lesionati e criteri di progettazione in zona sismica». Si tratta di un volume che espone concetti tecnici in maniera chiara e divulgativa, di facile comprensione anche per i non addetti ai lavori. Ecco alcuni spunti contenuti nel libro a proposito della ricostruzione.

«L’edificio danneggiato costituisce il modello, al vero, del nuovo edificio da progettare con migliori caratteristiche, adeguate alla sismicità», scrive Giuseppe Carraro Moda. «Il metodo empirico è seguito con ottimi risultati nella progettazione dei prodotti industriali; si basa sul perfezionamento dei modelli esistenti mediante la sperimentazione pratica di nuove caratteristiche, in funzione anche dei difetti accertati. Il progettista di un nuovo edificio, uguale a uno danneggiato gravemente da onde sismiche, può basarsi sull’esame del progetto dell’edificio danneggiato, rilevandone le lesioni in relazione alle caratteristiche, al fine di dimensionare nel modo più razionale le strutture portanti del nuovo edificio.

Rispetto ai dimensionamenti originari delle sezioni in calcestruzzo e alle armature, possono rilevarsi tutte le carenze.

L’esame di ogni elemento che comporta instabilità dà la cognizione dei miglioramenti da apportare nella nuova struttura. Nell’esame delle lesioni, si deve rilevare se le barre di acciaio hanno superato il limite elastico a trazione e se successive sollecitazioni di compressione le abbiano fatte ancor più staccarsi e separarsi dal calcestruzzo. Questo materiale è diverso dall’acciaio: sollecitato a trazione si fessura e non si allunga, sollecitato a pressione si schiaccia dapprima e poi si sbriciola; lo schiacciamento può essere segnalato da un lieve cambiamento di colore; lo sbriciolamento del calcestruzzo è ostacolato dalle staffe metalliche la cui azione utile esiste certamente ma è limitata. L’attenta rilevazione dei danneggiamenti dell’edificio può mettere in evidenza la necessità di adottare un calcestruzzo di maggiore resistenza, di adottare acciai di migliore qualità, di incrementare i ferri longitudinali e le staffe dei pilastri e delle travi, di progettare i solai e le scale con maggiore sicurezza di quella rilevabile nell’edificio danneggiato. Si deduce, dai danneggiamenti, quali possano essere i miglioramenti da apportare. Calcoli matematici potranno costituire un utile complemento alle deduzioni suddette, per una valutazione integrata più precisa».

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