«Ridotta a schiava del sesso» In tre finiscono sotto accusa
AVEZZANO. Dovranno presentarsi davanti alla Corte d'Assise dell'Aquila il 10 gennaio per rispondere dell'accusa di aver ridotto in schiavitù e in servitù, e indotto alla prostituzione, una ragazza di...
AVEZZANO. Dovranno presentarsi davanti alla Corte d'Assise dell'Aquila il 10 gennaio per rispondere dell'accusa di aver ridotto in schiavitù e in servitù, e indotto alla prostituzione, una ragazza di Avezzano. Sono stati rinviati a giudizio Ramona Lacramioara Paun, 30 anni, residente a Celano, il fratello Sorinel Tani Paun, 32 anni, residente a Scurcola Marsicana e Ana Maria Mitrache, 30 anni, residente a Paterno, tutti romeni. Secondo l'accusa, avrebbero indotto e mantenuto una marsicana di 35 anni in uno stato di soggezione durato diversi mesi con atti di violenza e minacce, costringendola a prestazioni sessuali con i clienti, sfruttandola e procurandole delle ferite a causa delle botte. I due fratelli accusati, secondo quanto emerso dalle indagini, costringevano la ragazza ad andare in strada a prostituirsi, affermando che se non l'avesse fatto l'avrebbero uccisa. Più di una volta le avrebbero mostrato una pistola automatica nascosta in un armadio e spesso la picchiavano con una mazza di metallo. Se non guadagnava abbastanza non poteva uscire e soprattutto veniva picchiata e minacciata. Sono difesi dagli avvocati Massimo Costantini e Roberto Verdecchia. (p.g.)
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