Rifiuti, andamento lento Differenziata sotto il 37%

1 Marzo 2021

Capoluogo nella parte bassa della classifica provinciale: 95esimo su 108 comuni L’Asm: «Nel prossimo biennio la percentuale aumenterà anche con le ecoisole»

L’AQUILA. La raccolta differenziata cresce «a passo di lumaca» e colloca L’Aquila in fondo alla classifica provinciale dei Comuni per la separazione dei rifiuti. È la situazione sintetizzata dai dati sull’andamento negli anni del sistema di prelievo del pattume sul territorio del capoluogo. A mettere insieme numeri e percentuali, sulla base delle informazioni pubblicate da Asm e dalle altre società che gestiscono i servizi di igiene urbana nei 108 centri della provincia, è stato Edoardo Jakubowski, esperto e curatore di pubblicazioni sulla tassa sui rifiuti in Abruzzo per conto di Confcommercio. Secondo l’azienda pubblica aquilana, però, le perfomance modeste della raccolta porta a porta sono tutt’ora dovute agli strascichi negativi del sisma 2009.
ANDAMENTO LENTO. L’incremento della differenziata per il 2017-2018, stando ai calcoli, dell’esperto, è stato di appena lo 0,65% e per il 2018-2019 dello 0,46%. Dal 2013 al 2019 l’aumento è stato di appena il 9,32%, passando dal 27,46% al 36,77%. «Con questa media annua dell’1,33%», spiega Jakubowski, «raggiungeremo il 65%, minimo di legge dal 31 dicembre 2012, nel 2043». Il dato relega L’Aquila al 95° posto della classifica provinciale. A guidare la graduatoria è Pratola Peligna (89,34%) che quasi triplica la percentuale del capoluogo. Tra i principali centri della provincia, fanno molto meglio anche Avezzano (77,90%), Sulmona (77,32%) e Castel di Sangro (76,49%), che registrano risultati più che doppi rispetto a quelli dell’Aquila.
I COSTI PER I CITTADINI. «Nel frattempo la cittadinanza dovrà continuare a sborsare i costi eccedenti dello smaltimento, oltre all’addizionale ecotassa regionale per il deposito in discarica dei rifiuti», evidenzia Jakubowski, «perdendo anche i profitti della vendita del materiale da riciclare con la raccolta differenziata». A fronte dello scarso incremento della differenziata, però, le spese sono cresciute in modo consistente. «Dal 2013 al 2019, il costo del servizio è aumentato di oltre 2,5 milioni di euro, +22%», rileva l’esperto, «e le tariffe Tari per le utenze domestiche sono esorbitanti». Per il solo smaltimento l’esborso è di oltre tre milioni di euro, mentre «i ricavi dai materiali riciclati sono poco significativi, per un sistema porta a porta, e i costi di trattamento e riciclo sono addirittura quadruplicati tra il 2019 e 2020». Jakubowski pone quesiti, in particolare al Comune, sull’erogazione ad Asm di una quota extra di 200mila, fissata nel 2008 e per i successivi quattro anni, se la differenziata avesse raggiunto il 40%, nonché sulle risorse erogate dall’ente alla società oltre i 14,5 milioni sborsati per raccolta e smaltimento rifiuti. «È inaccettabile», conclude l’esperto, «un servizio poco economico, corrisposto dai cittadini, che anno dopo anno dimostra di essere inefficace, inefficiente, inadeguato e inadempiente, e chi di competenza non interviene».
COLPA DEL SISMA. Per Lanfranco Massimi, amministratore unico di Asm, la differenziata sconta le conseguenze del terremoto di quasi 12 anni fa. «L’Aquila, ancora oggi, è una città in piena ricostruzione», spiega, «ciò continua a creare problematiche rilevanti per la programmazione aziendale. Ad esempio il centro storico è in continua evoluzione sia dal punto di vista della riattivazione delle utenze domestiche che di quelle non domestiche. Tra l’altro l’emergenza Covid ci ha visti impegnati nell’ultimo anno in servizi ulteriori e talvolta anche nuovi». Le prospettive, però, sono di crescita. «Nel prossimo biennio l’obiettivo primario è ampliare la quota di differenziata di prossimità in quelle zone dove ora vi è la raccolta stradale, in modo da aumentare le percentuali», fa sapere Massimi, «una delle strategie, anche a breve termine, è di ampliare la differenziata con le isole informatizzate e sistemi similari». Sul medio-lungo periodo la società, di concerto con il Comune, punterà inoltre sulla lotta a evasione e trasgressioni per ridurre i costi. «Ci vorranno non meno di dodici mesi», conclude l’amministratore, «ma spero che questo si possa fare prima».
©RIPRODUZIONE RISERVATA