Rifiuti, ecco il piano B dell’Aquila: «Portarli nella discarica di Chieti»

3 Gennaio 2023

Ore cruciali per siglare la futura intesa. L’assessore Taranta: «Sulmona rimane la nostra prima scelta» Intanto si valuta una mini proroga per il capoluogo per conferire a Noce Mattei in attesa dell’accordo

SULMONA. Il Comune dell’Aquila ha un piano B. Quindi vuole avere più forza nel durissimo braccio di ferro per il conferimento dei rifiuti in Valle Peligna. «Trovare un accordo per continuare ad usare la discarica di Sulmona è la nostra prima scelta, una priorità, ma abbiamo ancora un canale aperto con Chieti. In ogni caso non ci saranno disservizi per gli utenti». È questa battuta dell’assessore aquilano al settore Fabrizio Taranta a svelare i contorni del piano B, che, se davvero alla fine dovesse concretizzarsi, produrrebbe comunque un aggravio per le casse comunali del capoluogo e di conseguenza per le tasche dei suoi cittadini.
«Stiamo cercando di trovare una soluzione. Serve a tutti. È in via di definizione, sono ore cruciali», continua Taranta. Non fornisce altri dettagli, la situazione del resto viene giudicata «delicata». E lo è, perché dal 31 dicembre la città dell’Aquila e la sua municipalizzata della raccolta della spazzatura Asm non hanno più un contratto per il conferimento dei rifiuti. Scaduta la convenzione con il Cogesa per la discarica di Noce Mattei a Sulmona, infatti, il nuovo accordo non è stato ancora trovato.
Il capoluogo vorrebbe continuare a pagare la stessa cifra (110 euro a tonnellata di indifferenziato) o poco di più (si parla di 117 euro), ma in Valle Peligna questa viene giudicata troppo bassa (per i Comuni soci con differenziata sotto al 65% – come L’Aquila – la quota è di 136 euro). La trattativa è diventata scontro aperto, anche politico, quando nell’agone sono scesi in prima persona il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi e quello di Sulmona Gianfranco Di Piero. Il primo ha parlato di «clima antiaquilano», il secondo di «costo fuori mercato» auspicando che L’Aquila alzi la sua percentuale di raccolta differenziata.
Poi è arrivata anche la sfiducia al consiglio d’amministrazione del Cogesa a complicare una situazione già incandescente (vedi articolo in pagina).
Negli ultimi giorni si parla però di una possibile apertura, se non altro per evitare che i rifiuti del capoluogo restino senza una destinazione fino alla firma dell’accordo o all’abbandono definitivo del tavolo della trattativa. L’Aquila infatti potrebbe continuare a conferire i suoi rifiuti nella discarica di Noce Mattei ancora per un paio di settimane, ma anche per questo il prezzo a tonnellata è ancora tutto da concordare. «Si sta valutando, non faremo le barricate: da noi massima disponibilità», dice il primo cittadino sulmonese senza fornire ulteriori dettagli sulla questione in ballo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA