Rifiuti, la Cgil: all’Asm troppe figure apicali

I sindacalisti: «Un numero di “quadri” senza riscontro in Italia, è un’anomalia tutta aquilana»
L’AQUILA. «È davvero singolare per l’Asm che vi sia un numero di quadri e di figure apicali che in Italia non ritroviamo neanche in società che contano più di 2.000 dipendenti: una anomalia tutta aquilana». La segreteria Fp-Cgil torna di nuovo sul tema rifiuti e igiene ambientale, puntando il dito sulla società in house totalmente partecipata dal Comune. «Asm, nel corso degli anni, si è caratterizzata per un mancato riferimento a criteri oggettivi, sia nei percorsi di carriera, sia nell’organizzazione del lavoro», aggiunge la Fp-Cgil. «E quando vi sono queste mancanze, potrebbero evidenziarsi distorsioni. E sempre con lo sguardo rivolto ai cittadini, ci chiediamo le ragioni di una distribuzione dell’organico che nel tempo anziché concentrarsi nel core business dell’azienda, che è appunto la raccolta dei rifiuti, ha dato un rapporto squilibrato per la presenza di un numero elevato degli amministrativi». La Fp- Cgil non critica soltanto, ma propone anche delle prospettive di cambiamento: «Vi possono essere dei correttivi? Pensiamo che gli elementi appena richiamati possano essere utili per il nuovo amministratore unico, perché riteniamo che per Asm, come per altre partecipate, la sfida non sia quella di “tirare a campare”, ma quella del funzionamento ottimale secondo un’ottica di gestione industriale. Utile sarebbe anche un confronto con le parti sociali sull’Atto di indirizzo del Comune dell’Aquila, appena emanato, che presenta delle discrasie: il punto non è come comprimere i costi contrattuali, atteso che l’applicazione del Ccnl è incomprimibile, come a suo tempo evidenziato dalla Corte dei conti alla giunta Cialente, ma dare indicazioni legittime alle società partecipate, per una gestione corretta e orientata sempre al rispetto dell’etica».
La Fp-Cgil è tornata sul tema rifiuti «visto l’interesse sulla materia e l’evidenza che si è avuta sulla stampa in questi giorni. Intanto non ci uniamo assolutamente al coro di chi pensa che Tekneko, l’azienda che opera ad Avezzano, sia l’esempio da seguire. Facciamo, infatti, fatica a pensare che il modello di riferimento possa essere una società privata – l’unica in provincia – che applica un contratto nazionale di lavoro in difformità rispetto a quelli di riferimento del settore, in tal modo avendo condizioni differenziate da Asm, Aciam, Cogesa e Segen».
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