Rifiuti nell’ex ospedale, 5 assolti

Erano finiti sotto processo dipendenti Asl e i gestori di una ditta che si occupava dello smaltimento
L’AQUILA. Si è conclusa con una generale assoluzione il processo a carico di cinque persone accusate, a vario titolo, della presenza di rifiuti speciali al vecchio San Salvatore, abbandonati abusivamente dall’impresa incaricata dall’Asl.
Cinque persone erano finite nei guai: Marcello Vivarelli, Claudio Moraschi, Antonello Tursini, Gianfelice Nardecchia e Paolo Parisse.
Alcuni anni fa nel vecchio ospedale una telefonata al 117 portò alla scoperta e al sequestro all’interno del plesso di un’area di mille metri quadrati ridotta a discarica di macerie e di materiali. Tra i materiali scoperti c’era di tutto: pneumatici, eternit, batterie esauste, materiali di risulta, ma anche macchinari e apparecchiature ospedaliere, sostanze in polvere, perfino liquidi ospedalieri, provenienti anche dal reparto di Medicina nucleare, che sono da ritenere altamente inquinanti e quindi insidiosi per la salute.
Il presunto responsabile del fatto fu individuato in Vivarelli, titolare di un’impresa di sgombero locali, e in un suo dipendente, Parisse che aveva l’affidamento diretto dell’Asl della raccolta e dello smaltimento dei materiali ospedalieri.
Il dirigente dell’ospedale, Tursini era ritenuto responsabile per aver affidato lo smaltimento alla citata impresa, mentre il tecnico Nardecchia e l’ex dipendente Asl Moraschi non avrebbero verificato la regolarità dello smaltimento.
Gli imputati sono stati assistiti dai legali Angelo Colagrande, Attilio Cecchini, Gianmatteo Riocci, Gian Luca Totani e Francesco Valentini.
Il pm aveva chiesto la condanna di tutti.
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