Rifiuti, riattivata l’energia elettrica a Bocca di Forli
CASTEL DI SANGRO. Riattivata la fornitura di energia elettrica all’impianto di compostaggio di Bocca di Forli, a Castel di Sangro. Ma nonostante il ripristino della corrente, il gruppo consiliare di...
CASTEL DI SANGRO. Riattivata la fornitura di energia elettrica all’impianto di compostaggio di Bocca di Forli, a Castel di Sangro. Ma nonostante il ripristino della corrente, il gruppo consiliare di opposizione “Progetto Comune” lancia l’allarme sulle attuali condizioni della discarica.
«Dopo la sospensione dell’erogazione di energia elettrica sono ipotizzabili conseguenze disastrose sul piano della sicurezza ambientale», scrivono Alfredo Fioritto, Raffaella Dell’Erede, Diego Carnevale e Daniele Marinelli, preoccupati da un possibile replay della situazione. «Infatti, il percolato a causa della mancata depurazione rischia di fuoriuscire dalla discarica di servizio. Per scongiurare un epilogo così grave, da venerdì scorso l’energia elettrica è stata riattivata all’interno dell’impianto dove però permangono grossi problemi». I macchinari all’interno dei capannoni di Bocca di Forli si sono bloccati per il mancato pagamento delle bollette riguardante la fornitura dell’energia elettrica. Il debito per le fatture non pagate da oltre un anno da parte della “AltoSangro Ambiente”, la società che gestisce la discarica intercomunale, si aggirerebbe sugli 80mila euro.
«Il passivo invece ammonta a circa 300mila euro», aggiungono i consiglieri di minoranza, «e non riusciamo a capire come si sia potuto arrivare a una situazione così grave». I quattro esponenti politici lamentano un rimpallo di responsabilità fra gli enti interessati e sottolineano pure l’intimazione della Regione a procedere con la necessaria manutenzione e ristrutturazione dell’impianto per il quale risultano in giacenza alla Comunità montana Alto Sangro circa 700mila euro. «Le rassicurazioni del sindaco di Castel di Sangro, Angelo Caruso, ci paiono in netto contrasto con quanto viene dichiarato nei documenti della Regione e dell’Arta», concludono Fioritto, Dell’Erede, Carnevale e Marinelli, «che descrivono una situazione drammatica per un impianto che invece dovrebbe avere valenza strategica per l’intero territorio».
Massimiliano Lavillotti
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