Rifiuti, si riaccende lo scontro Biondi-Di Piero, botta e risposta

Il sindaco aquilano: «Diffamati da Sulmona: non stiamo inquinando, vogliono metterci in cattiva luce» E il primo cittadino peligno si dice stupito dalla richiesta dell’avvocatura: «Mai interventi ingiuriosi»
SULMONA. Il Comune dell’Aquila presenta una richiesta di accesso agli atti al Comune di Sulmona per verificare se sia stato infangato il nome dell’ente. Nel mirino c’è il consiglio comunale convocato sul caso Cogesa durante il quale alcuni consiglieri avrebbero diffamato il capoluogo accusandolo di inquinare con i suoi rifiuti il territorio.
IL CONSIGLIO
Dopo settimane di diatribe sui rifiuti provenienti dall’Aquila, nei giorni scorsi è stata raggiunta un’intesa di massima tra la municipalizzata aquilana Asm e il consorzio peligno Cogesa, per il conferimento dell’indifferenziato del capoluogo nella discarica di Noce Mattei. Ma nonostante ciò, i rapporti tra l’amministrazione comunale di Sulmona e quella dell’Aquila restano tesi. Nel consiglio comunale straordinario convocato il 6 febbraio scorso a palazzo San Francesco, per fare il punto su quanto sta accadendo nel consorzio che gestisce i rifiuti, sarebbero state fatte delle affermazioni sul Comune dell’Aquila poco gradite dagli amministratori del capoluogo. Da qui è partita la richiesta di accesso agli atti, formulata dall’avvocatura aquilana, che vuole far chiarezza sulla situazione e capire se sia stata «lesa l’immagine dell’ente».
L’ACCUSA
Il sindaco Pierluigi Biondi teme che le affermazioni pronunciate in consiglio possano alimentare un sentimento negativo nei confronti del capoluogo. Per questo è pronto ad andare a fondo alla questione. «Quando si afferma», ha precisato Biondi, «come accaduto nel corso del consiglio comunale del 6 febbraio, che L’Aquila con i suoi rifiuti, starebbe inquinando un territorio, mettendo a rischio la salute dei cittadini del posto in assenza di qualsivoglia evidenza scientifica, non solo si alimenta un sentimento che potrebbe sfociare in iniziative non prevedibili ma si ingenera paura nelle comunità in maniera del tutto deliberata». Secondo Biondi «il sindaco Gianfranco Di Piero e Franco Gerardini (amministratore unico del Cogesa), per le rispettive competenze, farebbero bene a smorzare sul nascere questi focolai di ingiustificato rancore nei confronti del Comune dell’Aquila che, attraverso Asm, non ha fatto altro che rispettare gli accordi in essere con Cogesa».
LA DIFESA
Secondo Di Piero, è arrivato il momento di passare alla fase dell’ascolto, «senza arroccamenti e pregiudizi. La notizia della richiesta di accesso agli atti relativi alla recente seduta del consiglio», ha evidenziato Di Piero, «ha suscitato sensazioni di stupore in quanto non credo proprio che, dalla dinamica del dibattito, siano rilevabili contenuti che possano caratterizzarsi come ingiuriosi o diffamatori della città capoluogo, della sua comunità o delle sue rappresentanze istituzionali. A mio giudizio, i temi e i contenuti degli interventi dei singoli consiglieri, per altro su un argomento così delicato quale quello della gestione dei rifiuti, si sono palesati quale espressione del libero convincimento dei partecipanti e, talvolta, quale esercizio del diritto di critica». Per Di Piero «è prioritario e imprescindibile, soprattutto in presenza di posizioni diverse, il metodo del confronto civile e della dialettica politica».
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